Recensione: Waterfall (Teardrop #2) [Lauren Kate]

waterfallTitolo = Waterfall (Teardrop #2)

Autore = Lauren Kate

Genere = narrativa fantasy, YA

Pagine = 397

Data di pubblicazione = 2014

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VOTO:

3

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TRAMA:

Il pianto di Eureka ha travolto il mondo intero, e ora il regno di Atlantide è riemerso, portando alla luce il suo malvagio re. Eureka è l’unica che può fermare i suoi piani di distruzione, ma prima deve imparare a combattere. Viaggia attraverso l’Oceano insieme a Cat, alla sua famiglia e al misterioso Ander, il solo che può condurla al cospetto dell’enigmatico Solon, che sa come sconfiggere il re Atlante per sempre. Raggiunto il luogo in cui si nasconde Solon l’eremita, Eureka deve affrontare innumerevoli prove per vincere la diffidenza della comunità del luogo, stremata dagli stenti provocati dalla devastazione delle acque. Ma la prova più dura non tarda ad arrivare: Atlante è in agguato, annidato nel corpo di Brooks. Eureka potrebbe eliminarlo una volta per tutte ma sa che così perderebbe per sempre anche il suo migliore amico. Smarrita nelle tenebre dell’oscuro mondo che lei stessa ha generato, Eureka cerca le risposte che non ha in uno stagno incantato che le svela un inquietante segreto: se sarà abbastanza forte potrà sconfiggere Atlante, ma il suo cuore spezzato è proprio quello di cui ha bisogno il perfido re per ristabilire il suo regno.DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

NB. ci sono alcuni spoiler per chi non ha letto il 1° libro!

Buongiorno lettori, ecco qui la recensione del secondo libro della duologia dedicata alla città perduta di Atlantide (qui trovate la recensione del primo libro).

Come sapete, il primo libro mi era decisamente piaciuto, anche se ricordava un po’ troppo la trama di Fallen, per i miei gusti.

Questo libro è invece stato completamente diverso: qui si passa all’azione, in quanto Eureka, piangendo, ha dato il via al processo per la rinascita di Atlantide. Vi è quindi un susseguirsi di avvenimenti, piani per combattere il nemico, ricerca di risposte alle mille domande che sorgono durante il cammino. La storia si fa sempre più fitta di avvenimenti, personaggi, piccole gioie e altrettanti dolori.

Si prospettava quindi un libro molto migliore del primo, con tanto di battaglia epocale e finale coi contro-fiocchi. Purtroppo mi sono dovuta ricredere. Dopo metà libro l’autrice NON ha per nulla iniziato a “sbrogliare la matassa” di tutte le informazioni date nella prima metà, per avviarsi così alla conclusione della storia.

No, l’autrice ha invece inserito tutta una serie di descrizioni minuziose, incisi che dovevano sembrare ironici e divertenti ma che in realtà non lo erano per niente, avvenimenti che si capiscono solo in parte e che portano a dire “e questo da dove sbuca?”. La narrazione si è fatta un po’ troppo caotica e ho fatto fatica in alcuni punti a capire il perchè di determinati avvenimenti (e la spiegazione poi non è mai arrivata).

Capisco certamente che la fascia d’età a cui è indirizzata la storia (14 anni circa) faccia la sua buona parte, ma credo anche che da delle basi buone come quelle del primo libro si potesse tirare fuori molto di meglio.

Detto ciò, per non spoilerare, non mi dilungo molto sul finale: me lo sarei aspettato diverso, ma date le premesse e la confusione che è stata fatta nella narrazione, è comprensibile che la storia sia finita come sia finita.

Avete letto questa saga? Vi piacciono i libri di questa autrice?

Recensione: Stepsister, sorelle di sangue [Jennifer Donnelly]

Titolo = Stepsister, sorelle di sangue
Autore = Jennifer Donnelly
Genere = narrativa, retelling
Pagine = 468
Data di pubblicazione = 2020

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VOTO:

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

In un mondo dove una ragazza può essere solo brava, obbediente e soprattutto bella, non c’è posto per giochi di guerra e corse a cavallo: ovvero per tutte le cose che Isabelle ama. Quando, costretta da Maman, si mozza le dita dei piedi per farle entrare nella scarpetta e aggiudicarsi il matrimonio con il principe, Isabelle viene scoperta. E al suo posto viene scelta Ella, la sorellastra buona, la perfetta Cenerentola delle fiabe. A Isabelle resta solo la vergogna più nera e l’ostilità di tutta Saint-Michel. Ma è proprio vero che il destino di una sorellastra “cattiva” è vivere ai margini e che l’unica strada possibile è quella dell’infelicità? Il marchese de la Chance non la pensa così e forse l’unica cosa che può salvare Isabelle è capire che per tutte c’è una possibilità, e che la vera bellezza è scegliere la propria strada e percorrerla senza voltarsi indietro. Questa è una fiaba oscura. È una fiaba crudele. È una fiaba da un altro tempo, un tempo in cui i lupi restavano ad aspettare le bambine nella foresta. Quel tempo è ormai passato. Ma i lupi sono ancora qui e sono due volte più scaltri. Le bestie rimangono. E la morte ancora si nasconde in una spolverata di bianco. È crudele per qualunque ragazza che smarrisca il sentiero. Più crudele ancora per una ragazza che smarrisca se stessa. Sappi che è pericoloso allontanarsi dal sentiero. E tuttavia è molto più pericoloso non farlo. 

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori Oggi sono qui per portarvi la recensione di un retelling della storia di Cenerentola. E’ però molto particolare perchè protagonista non è la bella giovane che sposa il principe, ma una delle sue sorellastre, Isabella.

Fin dall’inizio il libro racchiude una storia poco comune: vengono infatti descritte 3 donne che, con degli ingredienti molto particolari, creano degli inchiostri per scrivere su delle particolari mappe. E viene subito presentato anche il loro antagonista, Chance. Questi personaggi avranno poi un ruolo cruciale nella storia.

Il secondo capitolo si fa molto più cupo, perchè viene raccontato senza mezzi termini il modo in cui Isabella e la sorella Octavia si lasciano amputare le dita dei piedi per cercare di indossare la scarpetta e poter così sposare il principe.
Oltre a questo inizio molto dark, però, la storia poi è molto più leggera, introducendo tutta una serie di temi, molto difficili da trovare enucleati in modo così completo in un fantasy.

In questo libro, infatti, i veri protagonisti non sono la gioia, l’amore e la felicità di Cenerentola quando incontra il principe, ma sono invece l’invidia, la gelosia e il non sentirsi mai abbastanza di Isabella, la sorellastra considerata brutta, incapace, un maschiaccio irrecuperabile.

L’elemento che mi ha più colpito è infatti la fortissima spinta femminista della narrazione. Ogni singola riga viene utilizzata per esprimere l’ingiustizia del suddividere le ragazze tra quelle belle e quindi maritabili e quelle brutte che invece sono inutili.
Da questo punto di vista, è molto importante nella narrazione anche l’altra sorellastra, Octavia, la quale è appassionata fin da piccolissima di matematica e scienze e aspira ad essere un Galileo Galilei o Leonardo da Vinci dei giorni nostri. Proprio per questo, però, è mal vista da tutti, visto che non si interessa di cucinare e riordinare la casa.

Lo stile narrativo di questo libro, poi, è uno dei più particolari in cui io mi sia mai imbattuta. Nonostante la lunghezza del libro, infatti, la lettura procede in modo veloce e incalzante, soprattutto grazie alla lunghezza dei capitoli che non supera quasi mai le 5 pagine. Ogni capitolo, poi, nonostante sia molto corto, è sempre ben strutturato e racchiude così tanti colpi di scena che il lettore è praticamente costretto a proseguire la lettura.
E’ stato proprio questo, a mio avviso, che mi ha permesso di finire il libro in poco più di 24 ore nonostante la mole. Una pagina tirava l’altra e non sono proprio riuscita a fermarmi.

I personaggi sono ben strutturati e ciascuno, con le sue caratteristiche peculiari, è fondamentale alla narrazione. E questo non vale solo per i personaggi principali (Isabella, le tre Moire, Chance, Ella, Ottavia, Felix) ma anche per quelli secondari.

L’unico elemento che forse stona un po’ è quello che pare essere un buco di trama che, seppur trascurabile, a me sarebbe piaciuto leggere.
Infatti, dopo una serie di peripezie, le 2 sorellastre piombano da una vita sfarzosa piena di agi al dover mungere le mucche e raccogliere le uova.
Questo passaggio è fondamentale nello sviluppo del personaggio di Isabella, ma è stato praticamente del tutto saltato.
A mio parere, invece, avrebbe dovuto essere stato spiegato in modo molto più esteso.

Detto questo, era tantissimo che non leggevo un retelling e devo dire che è stata una delle letture più divertenti ed entusiasmanti che ho fatto quest’anno.

AVETE LETTO IL LIBRO? VI PIACCIONO I RETELLING?

Recensione: La ballerina dello zar [Adrienne Sharp]

Titolo = La ballerina dello Zar
Autore = Adrienne Sharp
Genere = fiction storica, romanzo autobiografico
Pagine = 408
Data di pubblicazione = 2010

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VOTO:

4
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TRAMA:

È il 23 marzo 1890 a San Pietroburgo e, nell’ampio corridoio del teatro Mariinskij, è in corso una delle sfilate più emozionanti che sia dato vedere nella splendida città affacciata sul golfo di Finlandia. La famiglia reale è accorsa al gran completo per il saggio finale delle giovani allieve del corpo di ballo. Gli zar Romanov sono i finanziatori di buona parte dei Teatri imperiali e non mancano mai alle occasioni in cui è possibile scorgere le prime esibizioni delle future étoiles. Lungo il corridoio, l’imperatore Alessandro III avanza a grandi passi, seguito dall’imperatrice gracile e minuta. Più indietro ancora lo zarevic Nicola, detto Niki, un fauno, piccolo, esile nella sua uniforme, le guance morbide e graziose, i lineamenti fini. Raggiunta la tavola allestita per la sobria cena della scuola, l’imperatore fa sedere alla sua sinistra Nicola e, accanto a lui, la ragazza che più di tutte promette di essere una stella del Mariinskij: Mathilde Kschessinska, la figlia più giovane del grande Felix Kschessinsky, che ha danzato per i Romanov per quasi quarant’anni. L’intento di Alessandro III è palese: fare in modo che il figlio renda onore a una lunga tradizione che vuole imperatori, granduchi, conti e ufficiali scegliere le loro amanti tra le ballerine di danza classica. Per Mathilde Kschessinska è l’occasione di puntare dritta al cielo, un premio inaspettato al suo talento.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori. Benvenuti o bentornati nel mio angolino libroso.

Oggi vi porto la recensione di un libro ambientato nella Russia degli zar. Sono sempre stata incuriosita dalla storia di questo impero, così esteso da ricoprire un sesto della terra, ma così freddo e lontano da essere rimasto a lungo inespugnato. Ammetto però che la mia passione è nata soprattutto dopo aver visto il cartone animato di Anastasia.

Il libro ci introduce lentamente all’intero della famiglia dei Romanov tramite la figura di una piccola ballerina, figlia d’arte e destinata ad essere prima ballerina dei teatri russi, nonchè amante dell’ultimo zar di Russia, Nicola II.

Questo libro mi ha sorpresa perchè, nonostante la stessa autrice dichiari di aver “ricamato” su alcuni gossip e notizie della vita della protagonista, lei, la sua storia e la storia russa sono invece state abilmente riportate. Dallo splendore dei teatri, all’amore del popolo per il suo zar, alla maestosità dell’impero, alla fame e alla povertà dovute alla guerra, alla disperazione della popolazione.

Un libro che fa riflettere su quanto una “rivoluzione”, seppur partita da dei soggetti che non erano altro che ladri, abbia portato alla dispersione del più grande impero moderno.
Ma permette anche entrare nei particolari di una società tra le più ricche e splendenti del tempo. L’impero russo, infatti, si estendeva per un territorio talmente esteso da racchiudere culture tra loro diversissime: da quelle nordiche, a quelle asiatiche nelle zone più a sud a quelle filo-europee delle zone più a occidente.

Il libro molti riferimenti anche alle varie monarchie presenti nell’Europa di inizio XX secolo. Le famiglie, tra loro imparentate dato che era comune sposarsi tra primi cugini, finivano per essere foriere di gravi problemi di salute per i giovani maschietti. L’emofilia ha infatti causato la morte di moltissimi eredi al trono durante gli scorsi secoli. E proprio questo sarà uno dei punti nevralgici della storia.

Quindi un libro che va bel oltre l’essere un resoconto della vita amorosa dell’ultimo zar. E’ invece un’attenta narrazione della vita e dei problemi di chi è vissuto in Russia in quel tempo, senza limitarsi solo a quanto accaduto ai regnanti e all’alta borghesia.

Ho dato 4 stelline perchè in alcuni punti il libro era un po’ ripetitivo (soprattutto quando si trattava di raccontare della zarina e di Rasputin), ma tutto sommato la lettura è stata scorrevole.
Non ha presentato particolari colpi di scena (tranne quelli ovvi se non si conosce già la storia di Russia) ma la lettura mi ha comunque catturata facendomi conoscere sfaccettature che non avrei mai immaginato.

Avete letto il libro? Vi incuriosisce la storia della Russia?

Recensione: Congiura [Federica Introna]

la congiuraTitolo = La congiura

Autore = Federica Introna

Genere = fiction storica

Pagine = 252

Data di pubblicazione = 2017

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VOTO:

4

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TRAMA:

Baia, 65 d. C. Mentre gli aristocratici romani si rilassano nel lussuoso centro termale, fra laute cene e bagni rigeneranti, una libertà di nome Epicari prende parte attiva alla congiura ordita contro l’imperatore Nerone. Pronta e determinata, sorprende tutti incitando all’azione attraverso un discorso di grande efficacia ed esponendosi in prima persona per coinvolgere più forze. Ma un inatteso colpo di scena rischia di mandare all’aria i piani: un omicidio, tanto atroce quanto misterioso, sconvolgerà gli animi dei congiurati, svelando presto i volti di chi prende parte all’impresa. Personaggi ambiziosi e avidi di potere, nobili meschini e figure capaci di gesti disinteressati e coerenti. Mentre si tesse la trama contro un imperatore colpevole di atti crudeli e azioni scellerate, Epicari dovrà fare i conti col suo passato e con il suo primo amore, conoscerà la paura e il tradimento, ma non rinuncerà a lottare con tutta se stessa per la libertà. Per la propria e quella di Roma.DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori. Oggi vi presento la recensione di un romanzo storico ambientato nel periodo romano.

Fin da subito si apprezza il carattere peculiare del libro: la protagonista è una donna. E non una ricca signora ma una liberta, una schiava alla quale è stata concessa la libertà.
Tutti noi amanti lettori sappiamo che ci sono a centinaia di romanzi che parlano di Roma, ma praticamente in tutti il tema principale è quello del guerriero/eroe che con coraggio e senza paura sfida l’esercito nemico dimostrando la propria forza e salvando la sua patria.

Qui, invece, è tutto l’opposto. Una ragazza nata schiava, non di certo ben vista e soprattutto non tenuta in molta considerazione da molti uomini. E questo soprattutto se, invece di starsene tranquilla, lei si mette al centro dell’attenzione e inizia a parlare di politica.
Qui entra in gioco la capacità dell’autrice nella costruzione del personaggio: Epicari non sarà quasi mai effettivamente al centro dell’attenzione nella congiura che si sta organizzando, ma il suo contributo nel rinsaldare gli animi sarà di inestimabile valore.

Ma cosa spinge una giovane ragazza a immischiarsi in affari di politica, e soprattutto nella congiura contro l’imperatore?
E’ qualcosa che per lei conta più di tutti: la LIBERTA’. Non solo la sua, concessale da parte di un padrone molto gentile e che la considerava quasi una figlia, ma anche quella di Roma stessa, sempre più oppressa da un capo egoista e incapace di governare.

Per la libertà lei sarà disposta a sacrificare qualsiasi cosa ed è proprio questo che mi ha fatto apprezzare ancora di più il libro. E’ un concetto che a quei tempi era molto importante, ma non è da meno ai giorni nostri. Certo, non abbiamo un imperatore a cui sottostare, ma la società impone così tanti paletti e limiti non solo al nostro agire ma addirittura al nostro pensare, da farci sentire quasi in gabbia, come se fossimo “sbagliati” a non uniformarci alla massa.

Questo è un concetto che a me sta molto a cuore, perchè di solito io sono una di quelle persone che non la pensa mai come gli altri, che ha sempre l’opinione più strana e meno condivisa. Per me il concetto di libertà è fondamentale tanto quanto lo era per Epicari.

Altro spunto a favore di questo libro è la ben visibile ricerca e conoscenza dell’autrice rispetto al modo di vivere dei romani del tempo. Oltre alla storia ci sono infatti, qua e là, spiegazioni su feste, usi e costumi, e questo non fa altro che immedesimare ancora di più nella lettura.
Un libro super consigliato.

A voi piacciono i libri a tema storico?

Recensione: Baci segreti e lettere d’amore [Rowan Coleman]

baci segreti e lettere d'amoreTitolo = Baci segreti e lettere d’amore

Autore = Rowan Coleman

Genere = Narrativa, rosa

Pagine = 313

Data di pubblicazione = 2012

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VOTO:

4

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TRAMA:

Ellie Woods trascorre le sue giornate immersa tra le pagine dei romanzi d’amore. Ma la realtà per lei è molto poco rosea: ha avuto la sua occasione per essere felice quando ha sposato l’amato Nick, ma, dopo quindici anni, la tragica e prematura morte del marito l’ha lasciata con un figlio adolescente e una montagna di debiti. Sull’orlo della bancarotta, Ellie rischia di perdere persino la bella casa vittoriana che è diventata il suo rifugio. All’orizzonte si profila una sola, drastica soluzione: cedere alle insistenze della sorella Hannah e affittare alcune camere della dimora. Entrano così nella sua vita l’eccentrica scrittrice Allegra; Sabine, in trasferta da Berlino e fresca di separazione dal marito infedele; e Matt, giornalista emergente, appassionato di riviste per soli uomini. Tutti hanno problemi e questioni irrisolte, ma grazie a loro Ellie scoprirà che fuori dalle rassicuranti mura domestiche c’è un mondo di opportunità. Ora che ha aperto la porta, troverà il coraggio di uscire per imparare di nuovo a vivere e ad amare?

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RECENSIONE:

Ellen si fece forza sotto l’implacabile cielo blu e si chiese se una giornata così tersa fosse appropriata a un’occasione come quella. Neppure un alito di vento muoveva le foglie delle querce, il calore del sole la pizzicava attraverso la camicetta di cotone e la giacca, facendolo scendere un rivolo di sudore tra le scapole

Salve lettori e benvenuti con una nuova recensione. Oggi vi parlo di un libro che mi ha veramente molto colpita. L’ho iniziato in un momento in cui non volevo buttarmi su dei mattoni: avevo solo bisogno di rilassarmi un po’ con una lettura leggera.
Questa non è stata una lettura leggera come mi aspettavo, ma mi va benissimo così perchè ho scoperto una piccola perla.

Questo libro è molto più profondo di quello che si può immaginare leggendo solo la trama. Parla di amore, di perdita, di dolore e soprattutto descrive appieno la sensazione, che prima o poi assilla ognuno di noi, di sentire la propria vita andare sempre più fuori controllo.

Questo libro parla di dolore ma anche di rinascita. Ci insegna che l’amore è importante ed è un sentimento inevitabile, ma che esso, e il dolore che ne può derivare, non può e non deve annullarci. Noi siamo persone integre e possiamo essere autosufficienti, nonostante i sentimenti negativi per la perdita di qualcuno che amiamo ci facciano soffrire.

Alcuni concetti fondamentali del libro sono:
– non è mai troppo tardi per ricominciare a vivere e a goderci quello che la vita può offrire;
– sopravvivere, lasciando passare sulle proprie spalle i giorni, non è vivere. E’ solo attendere di morire: e noi non possiamo permetterci di trascorrere così il nostro tempo. E’ uno spreco inutile perchè, nello stesso tempo che noi lasciamo inutilmente passare, noi potremmo tornare a essere felici.

“Diventare sé stessi, trovare la strada che ci offrirà più soddisfazione gioia nella vita, è una lotta. Molte persone non ci provo nemmeno, lasciano semplicemente che la loro vita segua il percorso che incontrano all’inizio e si accontentano. Ma per me non era abbastanza e non lo dovrebbe essere per te.”

In questo libro la speranza e l’amore sono delle forze che riescono a compiere miracoli, cambiano le persone e le fanno tornare a sprizzare felicità.

Per concludere confermo quindi che questo libro è stato una bella scoperta. In alcuni punti era un po’ troppo cupo e i problemi psichici della protagonista dovuti alla relazione malsana col marito sono stati trattati in alcuni tratti alla leggera, ma oltre a questo ritengo sia un libro che merita davvero di essere letto. Mentre leggevo ho proprio sentito la voglia di mettermi a fare cose, di non sprecare tempo. E secondo me è questo l’importante dei libri: quando ti lasciano qualcosa anche quando è stata conclusa l’ultima pagina.

E voi avete letto questo libro?