Recensione: Origin (Robert Langdon #5) [Dan Brown]

originTitolo = Origin (Robert Langdon #5)

Autore = Dan Brown

Genere = Thriller

Pagine = 736

Data di pubblicazione = 2017

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DIVISORE ritagliato

VOTO:

4

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo? Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall’eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all’improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scosso e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l’affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l’inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull’orlo di un oblio irreversibile. Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch… e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori, oggi vi propongo una recensione per me molto importante. Se mi conoscete, sapete che Dan Brown è uno dei miei autori preferiti. Ho adorato tutti i riferimenti storici e simbolici dei suoi libri. Le ambientazioni, le opere d’arte, le cospirazioni e le teorie rispetto a moltissimi argomenti.

Ero un po’ titubante per questo libro, e per questo ho aspettato così tanto a leggerlo. Diciamocelo, fin che si parla di opere d’arte o di ricostruzioni religiose e di sette, romanzando un po’, si può dire quel che si vuole…
Ma come scrivere un libro di successo in cui ci si prepone di rispondere alle domande fondamentali dell’uomo “da dove veniamo?” e “dove andiamo?”.

Sapevo già che le alternative erano 2: o sarebbe stato un flop clamoroso, oppure sarebbe stato un libro straordinario. Avendo messo 4 stelle avete già capito che l’alternativa corretta, per me, è certamente la seconda.

Ma ora vi spiego per bene il mio parere in merito.
Innanzitutto il personaggio principale, Robert Langdon, rimane sempre il mio preferito. Professore di simbologia ma perfettamente edotto in storia, arte, filosofia, culti religiosi. Rappresenta il livello di sapienza “a tutto tondo” alla quale io guardo sempre con molta ammirazione.
Come personaggio secondario, come sempre, c’è una donna. Ovviamente anche lei molto preparata, presidentessa del museo Guggenheim di Bilbao.
La storia ha poi un altro protagonista: Edmond Kirsh, un genio informatico che ha rivoluzionato l’ambito scientifico-informatico tanto da essere tra le persone più influenti del pianeta. E’ lui ad aver trovato una risposta a quelle 2 fondamentali domande ma, mentre sta per rivelarla al mondo, viene ucciso. Essendo il professore suo buon amico, Langdon decide di vendicare la sua morte scoprendo il segreto che stava per essere svelato.

La storia è avvincente. Si hanno come sempre tutta una serie di figure religiose di dubbia morale, sempre sul filo del rasoio tra i buoni e i cattivi, e fino alla fine non si capirà effettivamente da che parte stiano.
Come sempre c’è la ricerca di un significato nascosto da trovare, in questo caso la password del laboratorio di Kirsh, nascosta in bella vista in un testo poetico (ma quale tra i milioni presenti al mondo e nelle loro varie traduzioni?).

Tra intrighi politici, religiosi ma anche personali, Robert Langdon scopre la verità. Una verità che lui non si aspettava per niente e che gli fa comprendere come mai il suo amico sia stato ucciso. Una verità che può cambiare la sorte di tutte le religioni del mondo.

Perchè non ho dato 5 stelle? Ho adorato questo libro, davvero! Ma Dan Brown mi aveva abituata a intrighi e indovinelli molto più complessi, che spaziavano dai riferimenti a opere d’arte, a monumenti, a libri. Qui c’è la decriptazione di un solo simbolo (possiamo dire secondario rispetto alla narrazione) e poi la ricerca della password. Per capirci, mi sarei divertita molto di più se fosse stato come ne Il codice da Vinci. Ma questo è un parere totalmente personale, che nulla toglie alla bellezza del libro.

E voi avete letto questo libro? Fatemelo sapere nei commenti

3 pensieri riguardo “Recensione: Origin (Robert Langdon #5) [Dan Brown]

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