Recensione: Echi lontani [Francesca Banchini e Silvia Mannelli]

echi lontaniTitolo = Echi lontani

Autore = Francesca Banchini e Silvia Mannelli

Genere = Narrativa

Pagine = 172

Data di pubblicazione = 2019

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DIVISORE ritagliatoVOTO:

4

DIVISORE ritagliatoTRAMA:

Giovanni Bottai, un anziano maresciallo dei Carabinieri che durante la guerra ha prestato servizio nella stazione di San Marcello Pistoiese, muore in una notte d’inverno in seguito a una breve malattia. Quando la nipote Sara comincia a mettere ordine fra le sue carte, si imbatte in qualcosa che non avrebbe mai creduto di trovare e che mina la fiducia e l’affetto che ha sempre provato per il nonno. La ragazza ha bisogno di saperne di più e, attraverso i suoi occhi e le sue azioni, anche il lettore si trova immerso in un’avvincente ricerca nel passato. Cosa ha fatto di tanto terribile il maresciallo? Che significato hanno le ultime parole pronunciate prima di morire? Chi è il misterioso vecchio che fra un capitolo e l’altro fa la sua comparsa nella storia? La narrazione scorre rapida, i piani temporali si intrecciano, i punti di vista si alternano lungo il corso di tutta la storia. Ma solamente alla fine si capirà quanto è terribile, a volte, la verità.

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori! Eccoci qui con una nuova recensione di un libro il cui genere non leggo spesso. Echi lontani è infatti una storia “dei giorni nostri”, molto moderna per certi versi, ma che rivanga il passato oscuro e doloroso della guerra e del fascismo.

Questi temi mi hanno sempre incuriosita, anche se non mi sono informata molto oltre a quanto si apprende a scuola. Avere quindi uno sguardo moderno, anche se sotto forma di romanzo, è quindi veramente un buon modo per partire e sviluppare conoscenze sul tema.

Protagonista fisica del libro è una ragazza di nome Sara, una giovane studentessa universitaria in procinto di scrivere la tesi. Ma qui potremmo dire che il vero protagonista è in realtà il ricordo del passato. Un passato che molti hanno cercato di dimenticare, e che noi stessi tendiamo, anche senza volere, a lasciare ai margini del nostro pensiero. Qui si parla infatti di ricostruire la vita del nonno di Sara, un nonno dolce e gentile, adorato dalla nipote, ma che ha nascosto un segreto per tutta la vita. E’ successo qualcosa, durante il periodo della guerra, che lui non ha mai raccontato a nessuno, nemmeno ai suoi familiari.

Devo dire che, una volta letta la lettera che Sara ha ritrovato nelle carte del nonno dopo la sua morte, è molto facile pensare al peggio. Lo dicono tutti che “quelli erano anni difficili“, e che il regime era così forte e permeava tutto in modo così assoluto che era davvero difficile contrastarlo.

Per tutto il libro ci si chiede se il caro nonnino fosse davvero colpevole come sembra. La storia di Sara è un susseguirsi di dubbi molto forti. Da un lato il ricordo del suo adorato nonno che le fa ritenere impossibile che egli si sia macchiato di un tale crimine in gioventù; dall’altra, le sue ricerche la portano ai documenti di un processo che sembra invece dire esattamente il contrario sulla vita del nonno.

Un passaggio che mi ha molto colpita è stato quando il padre di Sara le chiede se lei sia davvero disposta a scoprire tutto. Perchè una volta che si scopre la verità sul passato di una persona, bella o brutta che sia, non si può più tornare indietro e si dovrà sempre portare il peso delle informazioni che si sono trovate.

Ma Sara è troppo convinta dell’innocenza del nonno, e la sua tenacia è veramente commovente. Una nipote che ama così tanto il nonno da essere disposta a tutto per riscattare la sua memoria così minacciata è un esempio di amore candido e tenero e permea tutto il libro, nonostante gli argomenti spinosi.

Ho molto apprezzato questo libro che parla di un passato doloroso, ma anche di amore, di affetto, di intraprendenza e impegno per scoprire la verità. E, soprattutto, di occhi aperti per non farsi ingannare da chi crede che il passato, proprio perchè passato, dovrebbe rimanere dov’è e non fungere da maestro per migliorare il nostro presente.

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