Recensione: Baci segreti e lettere d’amore [Rowan Coleman]

baci segreti e lettere d'amoreTitolo = Baci segreti e lettere d’amore

Autore = Rowan Coleman

Genere = Narrativa, rosa

Pagine = 313

Data di pubblicazione = 2012

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DIVISORE ritagliato

VOTO:

4

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TRAMA:

Ellie Woods trascorre le sue giornate immersa tra le pagine dei romanzi d’amore. Ma la realtà per lei è molto poco rosea: ha avuto la sua occasione per essere felice quando ha sposato l’amato Nick, ma, dopo quindici anni, la tragica e prematura morte del marito l’ha lasciata con un figlio adolescente e una montagna di debiti. Sull’orlo della bancarotta, Ellie rischia di perdere persino la bella casa vittoriana che è diventata il suo rifugio. All’orizzonte si profila una sola, drastica soluzione: cedere alle insistenze della sorella Hannah e affittare alcune camere della dimora. Entrano così nella sua vita l’eccentrica scrittrice Allegra; Sabine, in trasferta da Berlino e fresca di separazione dal marito infedele; e Matt, giornalista emergente, appassionato di riviste per soli uomini. Tutti hanno problemi e questioni irrisolte, ma grazie a loro Ellie scoprirà che fuori dalle rassicuranti mura domestiche c’è un mondo di opportunità. Ora che ha aperto la porta, troverà il coraggio di uscire per imparare di nuovo a vivere e ad amare?

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RECENSIONE:

Ellen si fece forza sotto l’implacabile cielo blu e si chiese se una giornata così tersa fosse appropriata a un’occasione come quella. Neppure un alito di vento muoveva le foglie delle querce, il calore del sole la pizzicava attraverso la camicetta di cotone e la giacca, facendolo scendere un rivolo di sudore tra le scapole

Salve lettori e benvenuti con una nuova recensione. Oggi vi parlo di un libro che mi ha veramente molto colpita. L’ho iniziato in un momento in cui non volevo buttarmi su dei mattoni: avevo solo bisogno di rilassarmi un po’ con una lettura leggera.
Questa non è stata una lettura leggera come mi aspettavo, ma mi va benissimo così perchè ho scoperto una piccola perla.

Questo libro è molto più profondo di quello che si può immaginare leggendo solo la trama. Parla di amore, di perdita, di dolore e soprattutto descrive appieno la sensazione, che prima o poi assilla ognuno di noi, di sentire la propria vita andare sempre più fuori controllo.

Questo libro parla di dolore ma anche di rinascita. Ci insegna che l’amore è importante ed è un sentimento inevitabile, ma che esso, e il dolore che ne può derivare, non può e non deve annullarci. Noi siamo persone integre e possiamo essere autosufficienti, nonostante i sentimenti negativi per la perdita di qualcuno che amiamo ci facciano soffrire.

Alcuni concetti fondamentali del libro sono:
– non è mai troppo tardi per ricominciare a vivere e a goderci quello che la vita può offrire;
– sopravvivere, lasciando passare sulle proprie spalle i giorni, non è vivere. E’ solo attendere di morire: e noi non possiamo permetterci di trascorrere così il nostro tempo. E’ uno spreco inutile perchè, nello stesso tempo che noi lasciamo inutilmente passare, noi potremmo tornare a essere felici.

“Diventare sé stessi, trovare la strada che ci offrirà più soddisfazione gioia nella vita, è una lotta. Molte persone non ci provo nemmeno, lasciano semplicemente che la loro vita segua il percorso che incontrano all’inizio e si accontentano. Ma per me non era abbastanza e non lo dovrebbe essere per te.”

In questo libro la speranza e l’amore sono delle forze che riescono a compiere miracoli, cambiano le persone e le fanno tornare a sprizzare felicità.

Per concludere confermo quindi che questo libro è stato una bella scoperta. In alcuni punti era un po’ troppo cupo e i problemi psichici della protagonista dovuti alla relazione malsana col marito sono stati trattati in alcuni tratti alla leggera, ma oltre a questo ritengo sia un libro che merita davvero di essere letto. Mentre leggevo ho proprio sentito la voglia di mettermi a fare cose, di non sprecare tempo. E secondo me è questo l’importante dei libri: quando ti lasciano qualcosa anche quando è stata conclusa l’ultima pagina.

E voi avete letto questo libro?

Recensione: L.A. zona mutante (Marked man #1) [Charles Ingrid]

la zona mutanteTitolo = L.A. zona mutante (Marked man #1)

Autore = Charles Ingrid

Genere = fantascienza

Pagine = 254

Data di pubblicazione = 1989

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VOTO:

4

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TRAMA:

Tutto era cominciato con la devastazione sistematica dell’ambiente. Quando i danni si erano fatti irreversibili, l’umanità si era rivolta alla manipolazione genetica per cercare una possibile via di sopravvivenza. Al largo delle coste della California, una nuova razza di mutanti umano-anfibi aveva cercato di adattarsi a un nuovo habitat, ma alla fine era tornata sulla terraferma, decisa a trasformare l’ambiente circostante piuttosto che subire l’ennesima manipolazione. Infine, le prime avvisaglie di un’epidemia ciclica in grado di modificare la strutture del DNA avevano dato il colpo di grazia, generando mutazioni terrificanti e decimando i superstiti della razza umana. Ora è rimasta un’ultima speranza: un piccolo gruppo di ricercatori che cerca di isolare e combattere le cause della mutazione e restituire all’umanità la propria natura. A difendere strenuamente questi esperimenti, che continuano a ritmo febbrile, è scesa in campo la potente élite di Thomas Blade e degli altri Lord Protettori, sette fra uomini e donne dotati di particolari poteri psichici: l’ultimo baluardo contro le forze del mutante Denethan, che ha giurato di distruggere una volta per tutte quello che rimane della “vera” razza umana.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori!

Era da tempo che volevo approcciarmi al genere distopico/fantascientifico e, avendo trovato questo libro tra i volumi di mia mamma, ho deciso che meritava assolutamente un possibilità, anche se datato.

         “Fu per caso che Thomas Blade vide il cadavere, seminascosto
sotto il rottame rugginoso di un vecchio hovercar.”

L’incipit secondo me è la parte più importante di un libro, qualsiasi sia il genere di cui si stia trattando. In questo caso ritengo che sia veramente benfatto perché cala immediatamente il lettore al centro della scena.
Si hanno già, quindi, elementi relativi all’ambiente e al personaggio principale.

Per quanto riguarda l’ambientazione, si può ipotizzare fin da subito che la storia si svolga in un territorio desolato, povero e in difficoltà; territorio che viene poi descritto minuziosamente dall’autore in tutto l’arco della narrazione, in modo tale da mettere in luce il potere distruttivo dell’uomo quando si tratta di nuove invenzioni che possono minare la sicurezza e la stabilità dell’ambiente, come bombe, virus o macchinari/oggetti che risultano poi nocivi. L’uomo si rivela quindi un rischio per la natura, per gli altri essere viventi, ma soprattutto per sé stesso.

Per quanto riguarda il protagonista, invece, inizialmente viene descritto come un soggetto austero, ligio al dovere e insensibile. Lui sa che il suo è un lavoro difficile, e sa quindi di non potersi permettere distrazioni; nessuno però può vivere per sempre nella solitudine, e lui lo capirà durante le fasi di uno scontro che sembrava essere destinato a durare per sempre.

Nel complesso la storia mi è piaciuta, grazie anche a dei colpi di scena ben strutturati e posizionati al punto giusto, dove la narrazione rischiava altrimenti di cominciare ad andare a rilento.

Il romanzo mi ha colpito molto soprattutto, poi, perché è ASSOLUTAMENTE VEROSIMILE. Non faccio nessuna fatica a pensare che fra 100 o 200 anni la vita sulla Terra sarà nelle stesse condizioni. Non c’è niente di inventato di sana pianta in questo romanzo: alcuni degli aspetti di cui si tratta nel romanzo sono già oggi fonte di preoccupazione (e il libro è stato pubblicato meno di 20 anni fa). Sto parlando del problema dell’acqua e dell’aria, che sempre più spesso vengono inquinate dagli scarichi delle macchine e delle industrie, e il problema delle radiazioni nucleari (come per le basi atomiche di Fukushima e, molti anni prima, Chernobyl). A causa di malfunzionamenti o disastri naturali sono esplose, costringendo la popolazione a fuggire per scongiurare il pericolo di essere colpiti dalle radiazioni, che possono causare lo sviluppo di forme tumorali o la nascita di figli con gravi deformazioni.

Proprio di questo viene trattato nel libro. Chi è riuscito a proteggersi ha sviluppato deformazioni meno incisive (come le branchie, per chi ha deciso di fare del mare la propria nuova casa). Chi non è riuscito ad allontanarsi in tempo, invece, ha sviluppato deformazioni più gravi, come ad esempio code/arti di rettili. Questi hanno subito il colpo più forte in seguito ai disastri naturali e vengono considerati alla stregua di animali, e per questo uccisi senza né ritegno né rimorso.

Consiglio: secondo me questo libro non è adatto a chi è molto impressionabile, in quanto ci sono momenti in cui viene descritta minuziosamente l’uccisione di alcuni personaggi, in modo molto schietto e con assoluta freddezza! Ma personalmente a me il libro è piaciuto molto.

Voi lo avete letto? Fatemelo sapere nei commenti

Recensione: Flower [Elizabeth Craft & Shea Olsen]

flowerTitolo = Flower

Autore = Elizabeth Craft & Shea Olsen

Genere = narrativa, romance

Pagine = 286

Data di pubblicazione = 2016

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VOTO:

2

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TRAMA:

Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. È molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso e affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… E invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori!
Oggi vi porto la recensione di un libro che ha spopolato su bookstagram quando è uscito. La trama però non mi convinceva appieno e quindi non mi sono fiondata a leggerlo. Non pensavo nemmeno che lo avrei recuperato, se non lo avessi trovato in perfette condizioni al mercatino dell’usato.

Per quanto riguarda la storia, la lettura è iniziata senza molto entusiasmo perchè avevo già letto alcune recensioni che lo criticavano un po’.
L’ho letto comunque senza pregiudizi perchè le recensioni altrui, tranne che in pochissimi casi, non mi influenzano per niente.

Devo dire però che la media di stelline che ho visto su IG questa volta ha centrato in pieno.
Si tratta di una storia d’amore di quelle “impossibili”, quelle dove c’è la ragazzina “qualunque” che incontra il principe/cantante/ragazzo ricco o famoso. Si innamorano nonostante le vite completamente diverse e vivono poi felici e contenti.

Certo non sto dicendo che una storia del genere non sia possibile, ma già così si capisce che la maggior parte di avvenimenti, discorsi e personaggi sono poco realistici.
Se però siamo consci di questa cosa, allora la storia diventa già più leggibile, ma solo un po’.

Infatti per praticamente tutta la narrazione, una volta capito chi è il protagonista, è facile capire quale sarà l’evento/sventura successiva e anche quelli che dovevano essere super colpi di scena non stupiscono proprio per niente.

Ma fino a qui diciamo che ci può anche stare: libro un po’ monotono ma la lettura può proseguire.

E INVECE NO! Perchè tutto il libro è disseminato di una quantità allucinante di MESSAGGI  completamente SBAGLIATI: è il ragazzo che alla fine decide non solo cosa fare o dove andare ma decide sulla relazione stessa; una ragazza che inizialmente sembra resistere a queste manipolazioni ma che poi si lascia tranquillamente sopraffare senza lamentarsi. Inoltre c’è anche una critica molto radicata e persistente (a causa delle esperienza familiari della protagonista) sulle relazioni durante la giovinezza, che sono viste come “vie per la perdizione da cui non si può tornare indietro e che automaticamente rovinano la vita”.

Concludo dicendo che, nonostante la trama un po’ piatta, il libro sarebbe anche stato da 3 stelle (che per me è la “sufficienza”), ma dati tutti questi messaggi sbagliati 2 stelline sono proprio meritate.

Avete letto anche voi questo libro? Cosa ne pensate?

Recensione: The siren [Kiera Cass]

the sirenTitolo = The siren

Autore = Kiera Cass

Genere = fantasy

Pagine = 289

Data di pubblicazione = 2009

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VOTO:

4

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TRAMA:

Kahlen è una sirena, una meravigliosa e pericolosa creatura al servizio dell’Oceano. Ma non è sempre stato così. C’è stato un tempo in cui Kahlen era soltanto una ragazza come tutte le altre. Poi, un giorno, mentre stava annegando, l’Oceano l’ha salvata e le ha regalato una seconda possibilità. Anche se a un prezzo terribile. Per ripagare il suo debito, Kahlen infatti ha dovuto rinunciare a una vita normale e ai suoi sogni, primo fra tutti quello di amare ed essere amata, per attirare in acque mortali, con il suo canto letale e ammaliatore, altri esseri umani. Per cento anni. Solo allo scadere di questo tempo, potrà finalmente tornare a parlare, ridere e vivere liberamente. Fino ad allora una sua parola sarà sufficiente a uccidere un uomo. Così, quando un giorno incontra Akinli, Kahlen sa bene che legarsi a lui è l’errore peggiore che possa fare. Innamorarsi di un essere umano infrange tutte le regole dell’Oceano. Ma Akinli, gentile, premuroso e bellissimo, è il ragazzo che ha sempre sognato. Quanto sarà disposta a rischiare per seguire il suo cuore?DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori! Oggi vi porto la recensione del romanzo d’esordio di Kiera Cass, conosciuta ai più per aver scritto la saga The selection.

Agitò le Sue correnti in segno di saluto e quando ci immergemmo avvertii una specie di pizzicore avvolgermi il corpo. Mi rilassai nel tepore del Suo abbraccio, già più tranquilla.

Questo racconto parte subito con una scena agghiacciante: una nave al largo la cui rotta viene bloccata dal canto melodioso di alcuni esseri di infinita bellezza: sirene.

La giovane Kahlen, che si trova sulla barca con i genitori e i suoi due fratelli, vede tutto il mondo attorno a lei cambiare all’improvviso. Lei stessa, quando sente il canto, si ritrova attratta dal tepore delle onde del mare, desiderosa di donarsi a quelle voci.
Ma una volta sott’acqua, mentre sta per morire annegata, decide di non lasciarsi andare e di lottare per la sua vita. A qualsiasi costo.

Ed è proprio questo a fare di lei una sirena. Oceano infatti non è solo una distesa d’acqua ma è un’essere che, per sostentare gli uomini, ha bisogno di nutrirsi. Proprio per questo chiama a sè delle giovani ragazze che per 100 anni saranno al suo servizio, senza mai ammalarsi o invecchiare.

Così Oceano diventa la madre di Kahlen, dato che la trasformazione in sirena fa sbiadire sempre di più i ricordi della vita da umana delle ragazze che la servono. E’ lei ad accudirla, a sostenerla, ad aiutarla. E in cambio la giovane, insieme alle sue sorelle, la nutre.

Però succede una cosa che non sarebbe dovuta accadere. Kahlen incontra un ragazzo che la fa sentire viva, che la capisce e che inizia a provare per lei dei sentimenti, nonostante il suo obbligo di rimanere sempre in silenzio per non far udire la sua voce (che sarebbe letale a tutti gli uomini). Questo sentimento verrà lentamente contraccambiato da Kahlen che, nonostante gli sforzi e i vari trasferimenti per opporvisi, porterà a conseguenze inimmaginabili.

La storia è molto avvincente, permeata della voglia di Kahlen di vivere, ma anche del suo rimorso per tutte le vite che ha strappato.
La protagonista è una ragazza molto dolce e riservata, non come le sue sorelle che ogni sera escono per locali. Lei preferisce le biblioteche e i luoghi solitari.
Ma, nonostante questo, è una ragazza tosta e che non si arrende facilmente, disposta a lottare per quello a cui tiene e per le persone a cui vuole bene, anche rischiando di essere oggetto delle ire di Oceano.

La storia è, nella sua semplicità, tutto sommato molto carina e leggera. Una perfetta lettura estiva.

NB di solito non riporto questa parte del libro nelle mie recensioni, ma i “Ringraziamenti” alla fine del libro meritano di essere qui citati.

Un buon 90% dei miei lettori sono ragazze giovani. Siete una forza. Influenzate l’arte e la moda e la cultura. Siete davvero splendide, in mille differenti modi. Venite trascurate troppo ma la mia anima diciassettenne vi adora infinitamente.

Recensione: Sono sempre io (Io prima di te #3) [Jojo Moyes]

sono sempre ioTitolo = Sono sempre io (Io prima di te #3)

Autore = Jojo Moyes

Genere = Narrativa, rosa

Pagine = 526

Data di pubblicazione = 2018

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VOTO:

4

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TRAMA:

Lou Clark sa tante cose… Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell’Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra.
Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L’ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora.
Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato…
Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.

DIVISORE ritagliatoRECENSIONE:

Salve lettori e bentornati oggi per la recensione del terzo e ultimo libro di una serie che mi sta molto a cuore.

Esiste una gerarchia ben precisa della sofferenza inflitta al nostro cuore. All’apice c’è la morte della persona che ami. […] Dopo, probabilmente, viene l’essere abbandonati per qualcun altro […]. Ma la frase “ci siamo lasciati perchè vivevamo in due continenti diversi”, pur essendo vera, è improbabile che susciti qualcosa in più di una presa d’atto, di un pragmatico stringersi nelle spalle. “Già, sono cose che succedono”.

Con il primo libro “Io prima di te” ho imparato ad apprezzare i modi schietti e diretti della protagonista, Louisa Clarke.
Con il secondo “Dopo di te” l’ho apprezzata ancora di più. Ha cercato di convivere con un dolore inimmaginabile.

Con “Sono sempre io“, terzo e ultimo libro, la nostra stravagante giovane ha avuto a che fare con moltissime esperienze nuove, proprio come le aveva a lungo consigliato Will.
Lei infatti si è trasferita a New York per un anno, per lavorare come assistente personale della moglie di uno degli uomini più facoltosi della città (se non dello Stato).

Lou ha deciso infatti che, dopo tutto quello che era successo e dopo aver ritrovato l’amore all’interno della sua vita, aveva bisogno di tempo per capire come continuare a vivere e come trovare un equilibrio che la facesse stare definitivamente meglio.

Ho molto apprezzato questo libro, anche se all’inizio mi è sembrato un po’ lento e macchinoso.
Vengono infatti introdotti molti personaggi che, con il fare tipico dell’alta borghesia, erano “tanta fumo e poco arrosto”, circondati da grandissimi sfarzi, con balli e eventi un giorno si e l’altro pure.

Si trattava di un ambiente così diverso rispetto a quello dei due libri precedenti che, in un primo momento, ho pensato a una caduta di stile molto grossolana dell’autrice. Secondo me Lou non poteva sopravvivere lì in mezzo.

Invece mi sono ricreduta: è proprio tra tutto questo sfarzo, queste agende fittissime e questi bisogni assurdi e stravaganti dei ricconi, sconosciuti a una ragazza di provincia come la protagonista (es. appuntamento 2 volte a settimana con la psicologa comportamentale per il -povero- cagnolino dei signori Gopnik), che Lou riuscirà a ritrovare sè stessa e a capire cosa davvero conta nella sua vita.

Questo concetto di crescita personale della protagonista è poi ornato da tutta una serie di eventi, in ambito lavorativo e sentimentale, che la metteranno in profonda crisi e difficoltà. Non è facile trasferirsi oltreoceano, da una famiglia di stampo borghese, con il conforto di un solo amico che però non è mai libero, e con un fidanzato a casa che la aspetta e sta costruendo la (forse) loro casa futura.

Un cambiamento simile porta con sè molte problematiche, che sono state a mio avviso ben eviscerate dall’autrice: la lontananza da casa, la voglia iniziale di avventura e spensieratezza che poi però sfocia in una sostanziale difficoltà ad ambientarsi, la gelosia (brutta bestia) che è inevitabile quando si è tanto lontani dalla propria metà (soprattutto se la nuova collega del tuo ragazzo è una barbie che gli sta appiccicata).

Questo libro è secondo me la conclusione perfetta per una trilogia che mi ha appassionata così tanto. Super consigliata!

E voi avete letto questo libro?