Recensione: Stepsister, sorelle di sangue [Jennifer Donnelly]

Titolo = Stepsister, sorelle di sangue
Autore = Jennifer Donnelly
Genere = narrativa, retelling
Pagine = 468
Data di pubblicazione = 2020

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VOTO:

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

In un mondo dove una ragazza può essere solo brava, obbediente e soprattutto bella, non c’è posto per giochi di guerra e corse a cavallo: ovvero per tutte le cose che Isabelle ama. Quando, costretta da Maman, si mozza le dita dei piedi per farle entrare nella scarpetta e aggiudicarsi il matrimonio con il principe, Isabelle viene scoperta. E al suo posto viene scelta Ella, la sorellastra buona, la perfetta Cenerentola delle fiabe. A Isabelle resta solo la vergogna più nera e l’ostilità di tutta Saint-Michel. Ma è proprio vero che il destino di una sorellastra “cattiva” è vivere ai margini e che l’unica strada possibile è quella dell’infelicità? Il marchese de la Chance non la pensa così e forse l’unica cosa che può salvare Isabelle è capire che per tutte c’è una possibilità, e che la vera bellezza è scegliere la propria strada e percorrerla senza voltarsi indietro. Questa è una fiaba oscura. È una fiaba crudele. È una fiaba da un altro tempo, un tempo in cui i lupi restavano ad aspettare le bambine nella foresta. Quel tempo è ormai passato. Ma i lupi sono ancora qui e sono due volte più scaltri. Le bestie rimangono. E la morte ancora si nasconde in una spolverata di bianco. È crudele per qualunque ragazza che smarrisca il sentiero. Più crudele ancora per una ragazza che smarrisca se stessa. Sappi che è pericoloso allontanarsi dal sentiero. E tuttavia è molto più pericoloso non farlo. 

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori Oggi sono qui per portarvi la recensione di un retelling della storia di Cenerentola. E’ però molto particolare perchè protagonista non è la bella giovane che sposa il principe, ma una delle sue sorellastre, Isabella.

Fin dall’inizio il libro racchiude una storia poco comune: vengono infatti descritte 3 donne che, con degli ingredienti molto particolari, creano degli inchiostri per scrivere su delle particolari mappe. E viene subito presentato anche il loro antagonista, Chance. Questi personaggi avranno poi un ruolo cruciale nella storia.

Il secondo capitolo si fa molto più cupo, perchè viene raccontato senza mezzi termini il modo in cui Isabella e la sorella Octavia si lasciano amputare le dita dei piedi per cercare di indossare la scarpetta e poter così sposare il principe.
Oltre a questo inizio molto dark, però, la storia poi è molto più leggera, introducendo tutta una serie di temi, molto difficili da trovare enucleati in modo così completo in un fantasy.

In questo libro, infatti, i veri protagonisti non sono la gioia, l’amore e la felicità di Cenerentola quando incontra il principe, ma sono invece l’invidia, la gelosia e il non sentirsi mai abbastanza di Isabella, la sorellastra considerata brutta, incapace, un maschiaccio irrecuperabile.

L’elemento che mi ha più colpito è infatti la fortissima spinta femminista della narrazione. Ogni singola riga viene utilizzata per esprimere l’ingiustizia del suddividere le ragazze tra quelle belle e quindi maritabili e quelle brutte che invece sono inutili.
Da questo punto di vista, è molto importante nella narrazione anche l’altra sorellastra, Octavia, la quale è appassionata fin da piccolissima di matematica e scienze e aspira ad essere un Galileo Galilei o Leonardo da Vinci dei giorni nostri. Proprio per questo, però, è mal vista da tutti, visto che non si interessa di cucinare e riordinare la casa.

Lo stile narrativo di questo libro, poi, è uno dei più particolari in cui io mi sia mai imbattuta. Nonostante la lunghezza del libro, infatti, la lettura procede in modo veloce e incalzante, soprattutto grazie alla lunghezza dei capitoli che non supera quasi mai le 5 pagine. Ogni capitolo, poi, nonostante sia molto corto, è sempre ben strutturato e racchiude così tanti colpi di scena che il lettore è praticamente costretto a proseguire la lettura.
E’ stato proprio questo, a mio avviso, che mi ha permesso di finire il libro in poco più di 24 ore nonostante la mole. Una pagina tirava l’altra e non sono proprio riuscita a fermarmi.

I personaggi sono ben strutturati e ciascuno, con le sue caratteristiche peculiari, è fondamentale alla narrazione. E questo non vale solo per i personaggi principali (Isabella, le tre Moire, Chance, Ella, Ottavia, Felix) ma anche per quelli secondari.

L’unico elemento che forse stona un po’ è quello che pare essere un buco di trama che, seppur trascurabile, a me sarebbe piaciuto leggere.
Infatti, dopo una serie di peripezie, le 2 sorellastre piombano da una vita sfarzosa piena di agi al dover mungere le mucche e raccogliere le uova.
Questo passaggio è fondamentale nello sviluppo del personaggio di Isabella, ma è stato praticamente del tutto saltato.
A mio parere, invece, avrebbe dovuto essere stato spiegato in modo molto più esteso.

Detto questo, era tantissimo che non leggevo un retelling e devo dire che è stata una delle letture più divertenti ed entusiasmanti che ho fatto quest’anno.

AVETE LETTO IL LIBRO? VI PIACCIONO I RETELLING?

2 pensieri riguardo “Recensione: Stepsister, sorelle di sangue [Jennifer Donnelly]

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