Recensione: Centoventotto [Andrea Mafessoni]

photo_2021-08-29_09-56-04Titolo = Centoventotto

Autore = Andrea Mafessoni

Genere = thriller, suspense

Pagine = 250

Data di pubblicazione = 2021

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VOTO:

5

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TRAMA:

Riccardo Senna, conosciuto da tutti come Rick, è un giovane ingegnere informatico: vive a Milano, lavora alla Mirror e apprezza il calcolo binario più di quanto non apprezzi le persone. La sua vita subirà una profonda scossa in seguito alla misteriosa morte di Claudio Moneta, dirigente della Mirror, assassinato a sangue freddo nella propria abitazione. Coinvolto dall’affascinante Virginia, amica della vittima desiderosa di fare luce sulla vicenda, Rick si ritroverà infatti a indagare sull’omicidio, alla ricerca della speciale lente a contatto che l’uomo indossava al momento della morte: un sofisticato prototipo tecnologico prodotto dall’azienda che potrebbe aver registrato l’identità dell’aggressore. In un clima di crescente tensione, sotto l’opprimente sole estivo di Milano, i due si ritroveranno ben presto immischiati in una vicenda più grande di loro, nel tentativo di svelare le trame di un mistero che sembra affondare le proprie radici negli alti vertici dell’azienda.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori! Oggi vi porto la recensione di un libro letto in collaborazione!

Quando l’autore del libro mi ha contattata e mi ha inviato la trama, devo ammettere che sono rimasta parecchio stuzzicata. Vi anticipo già che il libro ha superato tutte le mie aspettative.

Ancora prima di iniziare ad analizzare il contenuto del libro, mi soffermerei un attimo sui nomi dei capitoli: oltre che essere indicati con il numero (arabo) progressivo, era scritta anche la loro rappresentazione in codice binario (ossia il codice dei computer).
Questo, già dalla prima pagina, mi ha fatto pensare che avevo in mano un libro molto particolare. Del tipo: “chi ben comincia è già a metà dell’opera”!

Il libro poi inizia già nel vivo dell’azione, con l’omicidio di un uomo, che poi scopriremo essere uno dei due proprietari di un’importantissima azienda che sviluppa nuove tecnologie.
Successivamente, viene introdotto uno dei dipendenti che, nel suo giorno libero, viene buttato giù dal letto per correre in azienda a dare man forte. Sarà il nostro protagonista.

Come dicevo, il libro mi ha colpita fin da subito. Mi sono immedesimata facilmente nel personaggio principale, Rick, un abile informatico che passa la sua vita a programmare.

Devo dire che io di informatica non so proprio nulla, e anche per questo il libro mi è piaciuto ancora di più.
Infatti, disseminati qua e là all’interno del libro, troviamo degli spunti interessanti e delle informazioni di tipo prettamente informatico, sconosciute ai più.
Così, oltre a una bella dose di adrenalina mentre leggevo, ne sono pure uscita che ne sapevo qualcosa in più (per la contentezza del mio ragazzo, anche lui un programmatore incallito e che si chiama pure lui Riccardo!!).
Io, quando trovo questo nei libri, vado in visibilio. E’ quel qualcosa in più che, per me, rende un romanzo “decisamente bello” un “capolavoro”.
Ecco svelato il perché delle 5 stelline. Non solo il libro è bello di per sé come trama, ma anche il contorno è stato studiato in modo molto puntiglioso per fare un buon lavoro!

Per quanto riguarda gli altri elementi che mi hanno colpita, devo innanzitutto citare la “verosimiglianza” del libro alla realtà. Non c’è niente di lasciato al caso, nemmeno le sensazioni del protagonista. A un certo punto ricordo che è descritto il rivolo di pioggia sul finestrino della macchina che, scivolando verso il basso, tocca e porta con sé le altre gocce che sono sul vetro.
Ho letto pochi libri così: mi ha permesso di immedesimarmi al 100%, di vivere appieno la storia e la vita del protagonista. E, devo ammetterlo, questo ha reso i colpi di scena ancora più spettacolari. Tutti al punto giusto, e tutti ideati in un modo che, personalmente, non ci sarei proprio mai arrivata.

Per concludere, devo ammettere che dalla trama mi aspettavo una bella storia, ma l’autore mi ha proprio colta di sorpresa. Era diverso tempo che non leggevo un libro così coinvolgente.

Ve lo consiglio di tutto cuore! Vi ispira?

Recensione: Cattive storie. Dieci racconti [Maurizio Giannini]

photo_2021-08-07_09-33-05Titolo = Cattive storie. Dieci racconti

Autore = Maurizio Giannini

Genere = raccolta di racconti

Pagine = 140

Data di pubblicazione = 2021

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VOTO:

4

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TRAMA:

Dieci cattive storie collegate da un “filo di ironica cattiveria”. In “Insonnia” un uomo è alla ricerca del sonno perduto. In “Uccidere Hitler” la comunità ebraica di Varsavia decide di assassinare il futuro dittatore ben prima della sua ascesa. Ne “Il pesciolino nascosto” un bambino nasconde il pesciolino rosso vinto al Luna Park. Ne “Il settimo libro” uno scrittore vede diventare i suoi romanzi dei best seller grazie a un terribile patto. In “Un buon motivo” un novantenne cerca una valida ragione per lasciare questo mondo a cui è ancora attaccato. “Quarantasette” racconta l’ossessione di un uomo convinto di essere predestinato a morire a quarantasette anni. Ne “La mancia” un rom pretende il giusto compenso. In “Il Club dei Vedovi” un insegnante di filosofia ateo convinto, alla morte della moglie, si troverà iscritto in un originale club. E, infine, “Toro da monta” e “Dioscoride” completano con identica “cattiveria”, ironia e graffiante umorismo la raccolta dei dieci racconti.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori! Torno dopo un bel po’ con una nuova recensione sul blog. Scusate l’assenza ma ho avuto degli impegni (decisamente inattesi) che mi hanno portato via un bel po’ di tempo.

Il libro di oggi è una raccolta di 10 racconti dalle tematiche molto particolari. Nella trama si legge che le storie sono collegate da “un filo di ironica cattiveria” e devo ammetterlo che questo è davvero il modo migliore per descrivere questo libro.

Sono tutte storie che “non dovrebbero essere raccontate”, scomode, che riguardano possibilità (concrete o meno) che non vorremmo mai prendere in considerazione. Nel senso che trattano di temi su cui spesso non ci soffermiamo, o che cerchiamo di scacciare dalla nostra mente.

Qui invece sono nero su bianco nella loro pura e semplice verità. Non ci sono vie di fuga. L’autore riesce a scrivere in modo molto diretto di temi di cui, come primo impatto, verrebbe da dire “ma non si parla di queste cose”. L’autore invece non solo lo fa, ma lo fa anche bene!
Questo è uno degli elementi che mi hanno fatto piacere di più questo libro.

Le storie non sono mai scontate, i colpi di scena sono scritti in modo magistrale e sono tutti al punto giusto della storia. I finali sono “agghiaccianti” nella loro plausibilità.
I personaggi sono ben caratterizzati. Sono così tanti, in questo libro che contiene 10 storie, che sarebbe stato facile creare una confusione pazzesca: l’autore invece ha speso il giusto tempo e le giuste parole per caratterizzarli e per farceli conoscere appieno in ogni racconti.

Nonostante le storie siano molto brevi mi hanno colpita e catturata. Consiglio vivamente questo libro!

Vi ispira questo libro?

IL CLUB DI BEA: Recensione: Vado a vivere in campagna, istruzioni per l’uso [Beatrice Masci]

club di bea 3Titolo = Vado a vivere in campagna, istruzioni per l’uso

Autore = Beatrice Masci

Pagine = 88

Data di pubblicazione = 2017

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VOTO:

5

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TRAMA:

Vita troppo caotica. Stress ai massimi livelli in una metropoli. Quale soluzione possibile per riappropriarsi di ritmi più tranquilli e di un vivere secondo i dettami della natura? Ce lo propone questo libro, anzi forse un vero e proprio trattato sulla fuga dalla città per andare a vivere in campana.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori!
Oggi vi presento la terza e ultima tappa del Club di Bea.

Il titolo di oggi è una perfetta accoppiata da leggere con “In cammino verso Compostela”.
Vi avverto, se avete una risata molesta non leggeteli fuori casa!!

E’ un libro profondamente ironico ma anche vero fino al midollo.
Si parla della classica famigliola di città, abituata alla vita frenetica e alla routine cittadina… che un bel giorno, causa una mamma un po’ stufa di essere donna, mamma, moglie, cuoca, tata ecc, si trasferisce in campagna, prima per una vacanza e poi per la vita.
Il libro racconta di tutte le problematiche che dei “non campagnoli” possono incontrare lungo il percorso.
Come si può vivere senza tutte le comodità a cui siamo ormai abituati?
Come reagire a un marito che fa lo spavaldo pensando che guidare un trattore sia un gioco da ragazzi, ma che poi combina più danni che altro?
Come comportarsi quando i tuoi figli diventano simil-vegani una volta che capiscono da dove arrivano il latte o le uova che, a casa, mangiavano più che volentieri?

La storia è perfettamente riuscita! Mi sono appassionata alle avventure di questi nuovi contadini, e ho riso di gusto per tutti i guai che hanno combinato. Ma soprattutto ho gioito con loro quando il match ha iniziato a propendere per loro piuttosto che per la natura.

Che dire, super consigliato anche questo!!

Vi ispira questo libro?

IL CLUB DI BEA: Recensione: La strada scomparsa [Beatrice Masci]

Il club di Bea 2Titolo = La strada scomparsa

Autore = Beatrice Masci

Genere = raccolta di racconti

Pagine = 111

Data di pubblicazione = 2020

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VOTO:

4

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TRAMA:

“La strada scomparsa” è una raccolta di racconti scritti da Beatrice Masci. I temi trattati sono molto diversi, ma tutti i testi hanno in comune la ricerca o il ritrovamento di una strada nascosta, apparentemente scomparsa e spesso perduta.
Ognuno dei personaggi ha una missione, ovvero riconoscere la propria via nella moltitudine confusa della vita e trovare il coraggio di seguirla nonostante le difficoltà: che si tratti di un anziano pittore che ha smarrito l’ispirazione, di tre cugini che hanno dimenticato cosa significa essere bambini, di un’adolescente alle prese con la propria coscienza oppure di una coppia di innamorati che resta unita malgrado il tempo che scorre, tutti loro hanno una storia, un passato… ma anche e soprattutto un futuro, sebbene a volte non se ne rendano conto. Perché il futuro non è mai già scritto, deve essere colui che compie il cammino a scriverlo passo dopo passo.
Così Franco, Vanessa, Manfredi e gli altri impareranno a trovare la loro strada partendo da chi sono nel presente.
Esistono tanti modi per andare da un punto X a un punto Y; e sono tutti leciti. Anche quelli che fanno un giro infinito e arrivano a destinazione dopo molto, molto tempo.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori!
Oggi vi porto sul blog la seconda tappa del Club di Bea.

Il libro di oggi è una raccolta di racconti che parlano di ricerca, di famiglia, di connessioni con gli altri e col mondo.
Ammetto che è difficile scrivervi una recensione “razionale”.
Si tratta infatti di un libro che lascia grande spazio all’introspezione del lettore, che ha sotto mano storie di vita, storie di persone che si sono perse senza nemmeno saperlo e cercano una via per tornare a vivere. Una via che però non è sempre diretta e illuminata, ma è molto spesso nascosta e sfuggente.

Alcune storie sono state davvero toccanti, altre fanno pensare a quanto perdiamo il nostro tempo dietro a cose inutili o ad abitudini che non sappiamo nemmeno noi perchè abbiamo sviluppato. Altre ancora parlano di un amore perso, che forse si può ritrovare, anche se magari non nel modo in cui avremmo voluto.

Di solito le raccolte di racconti non sono il mio forte, ma l’autrice è riuscita a unire storie e messaggi tra loro diversissimi in un modo molto armonioso.
Super consigliato

Vi ispira questo libro?

IL CLUB DI BEA: Recensione: In cammino verso Compostela [Beatrice Masci]

in cammino okTitolo = In viaggio verso Compostela

Autore = Beatrice Masci

Genere = racconti di viaggio

Pagine = 67

Data di pubblicazione = 2018

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VOTO:

5

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TRAMA:

Ogni anno centinaia di migliaia di persone intraprendono il Cammino verso Santiago de Compostela. Un cammino che non è soltanto una prova fisica, ma un vero viaggio dentro se stessi. Con passione, ironia e arguzia, Beatrice Masci fa raccontare ai suoi piedi gli ottocento chilometri percorsi in 33 giorni, con una vera e propria immersione nella sacralità dei luoghi percorsi e dei pellegrini incontrati, in un’alternanza di sorrisi e riflessioni che faranno “bere” al lettore il racconto di un cammino in cui si “annullano le differenze e si arriva all’essenziale”

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori! Oggi vi porto la recensione di un libro moooolto particolare.
Si tratta del primo di 3 libri dell’autrice Beatrice Masci, che vi presento in occasione del Club del libro di Bea, al quale partecipo con altri lettori. Leggeremo un libro al mese e, alla data prefissata, ve ne parleremo tutti insieme.

Che dire di questo libro… avete letto il titolo no? Ecco, scordatevi OGNI esperienza (forse anche un po’ noiosetta) che voi possiate aver avuto con guide turistiche, manuali di viaggio, ecc.
Questo libro è completamente tutt’altro.

Vi siete mai chiesti cosa potrebbero pensare i vostri piedi dopo un’estenuante giornata che avete trascorso senza potervi sedere un attimo?
Oppure cosa possono pensare la vostra schiena e le vostre spalle dopo che avete passato una giornata a schiacciarle sotto il peso di zainetti e borsette così leggeri che Mary Poppins levati?

Questo libro risponde a tutte queste domande. Un libro così divertente che in diversi punti ho avuto i lacrimoni agli occhi. Un libro che mi ha fatta scoppiare a ridere diverse volte nel bel mezzo di una stanza, facendomi ricevere diverse occhiate.
Ogni riga di questo libro è, per me, un capolavoro. Capiamoci: ci vuole dell’impegno per parlare di dolori ai piedi e vesciche non solo facendo ridere, ma anche facendo appassionare al Viaggio. Si, con la V maiuscola: l’autrice ci porta con lei nel suo viaggio di riscoperta di sé stessa e di rinascita che l’ha portata, dopo 30 giorni di cammino, a Santiago de Compostela.

E’ un libro che, nonostante la leggerezza, ho trovato molto intrigante. Descrive minuziosamente il viaggio e il sentirsi “pellegrino”, non tanto in senso religioso quanto come persona che si è persa nelle mille peripezie della vita e che cerca un nuovo punto focale per ricominciare a vivere.
Devo dire che ha aumentato in me la voglia di replicare questo viaggio, cosa che già avevo in mente di fare prima o poi, anche se forse comincerò dalla versione “corta” per far abituare i miei poveri piedi all’idea: non voglio certo che si lamentino come i suoi!

Vi ispira questo libro?