Recensione: La saga del Dominio [Licia Troisi]

Titolo = La saga del Dominio: Le lame di Myra + Il fuoco di Acrab + L’isola del santuario
Autore = Licia Troisi
Genere = Fantasy, Young Adult
Pagine = 384 + 330 + 290
Pubblicazione = 2016 – 2018

Link Amazon

VOTO:

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Dopo l’apocalisse dei Cento Giorni d’Ombra, il Dominio è stato quasi interamente ricoperto di ghiacci e nevi. Solo le terre più a Sud rimangono temperate e rigogliose, mentre a Nord si muovono popoli in costante lotta per la sopravvivenza, spesso in guerra tra loro. La grande federazione di clan agli ordini di Acrab ha però un sogno molto più grande che la conquista di un pezzo di terra. Lui non vuole solo trovarsi uno spazio all’interno del Dominio, ma vuole rovesciarlo, distruggendo il potere dei maghi detti Camminanti. La loro magia, infatti, sfrutta la sofferenza degli Elementali, che i Camminanti hanno ridotto in schiavitù, mentre Acrab immagina un regno dove umani ed Elementali convivano. La strada per arrivarvi, però, passa attraverso la conquista dei numerosi regni che compongono il Dominio, una cruenta battaglia dopo l’altra. In prima fila nell’esercito di Acrab vi è Myra, che il comandante ha salvato dall’arena degli schiavi e cresciuto come una figlia. La sua abilità con i walud, le spade a forma di mezzaluna, ha assicurato all’esercito di Acrab la vittoria in più di un’occasione. Ora, però, Myra ha un’altra e più personale battaglia da combattere. A differenza di quanto ha sempre creduto, ha scoperto infatti che la sua famiglia non è stata uccisa per una disputa sulla terra, ma per un segreto che porta alla morte chiunque ne venga a conoscenza. Myra parte così alla ricerca della verità…

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori e benvenuti o ben tornati in questo angolino libroso!

Oggi vi parlo di una saga che ho molto apprezzato, della mia adorata Licia Troisi. Come probabilmente sapete già se mi seguite da un po’, io apprezzo veramente molto lo stile di quest’autrice. Amo soprattutto l’ambientazione che lei riesce sempre a creare (io non sono una che adora leggere pagine e pagine di descrizioni e paesaggi, ma i suoi li leggerei all’infinito).
Ma bando alle ciance, iniziamo con la recensione!

L’anno scorso ho attraversato un blocco del lettore molto persistente, che mi ha tenuta lontana dai libri dall’estate all’inverno. Non sapevo più che fare e quindi ho adottato lo stratagemma che già una volta mi aveva aiutata: leggere libri di un autore che so già che non mi deluderà. Anni fa avevo infatti sconfitto il blocco iniziando e finendo, nell’arco di una settimana, la saga di Nashira della stessa Troisi (trovate qui la recensione).
Ho quindi iniziato questa saga quasi per scherzo e con poca voglia.
Ma, proprio come mi aspettavo, è “successa la magia”. Sono stata travolta dalla narrazione, e dalla storia di questa ragazzina che fin da piccola è costretta a subire delle sofferenze inimmaginabili ma che, come tutte le protagoniste di Licia Troisi, si rialza e combatte per la propria vita, diventando più forte e sicura di sè.

Le avventure di questa giovane la porteranno in giro per tutto il Dominio, e il suo viaggio si può seguire in modo molto piacevole tramite la bellissima mappa all’inizio del libro.
Incontrerà molte persone che diventeranno importanti per lei, e scoprirà anche il dolore e l’amarezza del tradimento di persone di cui si fidava.

Questo libro non mi è piaciuto tanto quanto la saga del Mondo Emerso, ma, come dicevo prima, lo stile di narrazione di questa autrice riesce sempre a fare breccia nel mio cuore, senza mai annoiare o cadere in ripetizioni.
Le sue ambientazioni sono sempre così ottime che, immergendomi nella storia, mi sembra di sentire il calore del sole sulla pelle, il freddo dei ghiacci in cui la protagonista si troverà a sostare, l’odore della sabbia arida quando lei si troverà nel deserto.
Ma le descrizioni non riguardano solo l’ambiente, ma gli stessi personaggi.
Di loro conosciamo anche i pensieri più profondi e, cosa che più mi colpisce, NON solo dei buoni. La Troisi infatti dedica (qui e in tutte le saghe) diversi capitoli al punto di vista del “cattivo di turno”; ci spiega la loro infanzia, le lo aspirazioni e cosa li ha portati a prendere determinate (cattive?) decisioni. Un’umanizzazione che a volte fa anche entrare in empatia con loro e li fa odiare un po’ di meno. Perchè spesso anche questi cattivi sono mossi da sentimenti come l’amore e la passione, anche se distorti.

Unica pecca: il finale (o più in generale l’ultimo libro). I finali della Troisi non mi piacciono proprio mai. Io capisco il finale d’effetto e tutto, ma non riesco mai ad apprezzarli appieno.
L’ultimo libro, però, oltre per il finale (che tutto sommato era meglio di altri suoi precedentemente letti), mi ha un po’ delusa perchè la narrazione, il più del tempo, mi è sembrata un po’ frettolosa e caotica. C’è tutto un susseguirsi di avvenimenti poco chiari e spiegati a volte in modo superficiale.
In ogni caso anche questo libro si legge volentieri e mi è piaciuto. E l’intera saga si è conquistata un posticino nel mio cuore, come sempre.

Avete letto questa saga o altri libri dell’autrice?

Recensione: Il circolo della fortuna e della felicità [Amy Tan]

Titolo = Il circolo della fortuna e della felicità
Autore = Amy Tan
Genere = Narrativa domestica
Pagine = 288
Data di pubblicazione = 1989

Link Amazon

VOTO:

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

San Francisco, 1949. Proseguendo una tradizione cominciata nel loro paese d’origine, quattro donne cinesi appena immigrate si incontrano regolarmente per mangiare dim sum, giocare a mah-jong e condividere storie e ricordi. Unite da un passato doloroso minato da guerre e rovesciamenti di fortuna, invece di lasciarsi trascinare dalla disperazione scelgono di affrontare con coraggio e determinazione ciò che il futuro ha in serbo per loro. E quarant’anni – e quattro figlie – dopo, giunge il momento, davanti a quello stesso tavolo, di tirare le somme. Attraverso il divario tra due generazioni, due continenti e due culture, le loro storie percorrono l’Oceano Pacifico da San Francisco alla Cina dei primi decenni del Novecento, che agli occhi delle figlie è sempre apparsa più mito che realtà. Emerge così un passato inedito, intriso di echi e suggestioni orientali, ma indissolubilmente legato al presente delle figlie e al loro nuovo, diverso modo di sperare. Con fine e squisita sensibilità, Amy Tan analizza in questo romanzo corale il legame a volte doloroso, spesso tenero, sempre profondo tra madri e figlie nate da culture diverse, ma legate da un sentimento universale che valica il tempo e i confini geografici.

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori, oggi vi presento la recensione del 3° libro letto per la #rorychallengeita (di cui trovate qui tutte le informazioni). In particolare questo ci ha tenuti impegnati nella seconda metà del mese di agosto.

Si tratta di un libro di narrativa con uno stile molto particolare. Parla di due generazioni di donne cinesi.
Le prime sono le madri, che sono scappate dalla Cina in periodo di guerra per cercare un futuro migliore per sé stesse e per la loro famiglia, mentre le altre sono le loro figlie, nate in America e che quindi hanno una cultura mista in parte cinese e in parte americana.

Il libro è strutturato in diversi capitoli, ciascuno dedicato o a una madre o a una figlia, e in ognuno troviamo scorci di vita della giovinezza o del tempo presente che aiutano a capire la difficoltà che comporta il cercare di mantenere le proprie credenze e la propria cultura in un contesto nuovo e molto diverso.
Le madri, infatti, sono ancora molto legate alla propria cultura e cercano di insegnarla alle figlie, le quali invece si dimostrano molto più amanti della libertà e propense a fare propri i principi americani.

In una serie di racconti dove protagonisti sono la magia e gli spiriti, si inseriscono quindi anche gli scorci di vita molto più “terra-terra” di queste giovani, figlie di emigrati.
La storia ha un inizio un po’ lento, ma poi si è ripresa, grazie anche ai moltissimi spunti culturali diversi dal mio che mi hanno fatto apprezzare ogni pagina.

Nel libro vengono trattati temi molto disparati: dalla paura per la guerra che costringe le madri a scappare, anche lasciando indietro parti molto importanti del loro passato, alla vita nel nuovo mondo molto diversa da quella che ci si aspettava, alla voglia che le nuove generazioni di sentirsi libere e non costrette a tenere determinati comportamenti basati sulla cultura delle madri, a diversi sentimenti come amicizia, amore, tradimenti, fiducia, orgoglio.
Molto importante è soprattutto il problema di come incastrare assieme due culture che sono tra loro piuttosto diverse.

AVETE LETTO IL LIBRO? VI PIACE QUESTO GENERE DI STORIA?

Recensione: Waterfall (Teardrop #2) [Lauren Kate]

waterfallTitolo = Waterfall (Teardrop #2)

Autore = Lauren Kate

Genere = narrativa fantasy, YA

Pagine = 397

Data di pubblicazione = 2014

Link Amazon

DIVISORE ritagliato

VOTO:

3

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Il pianto di Eureka ha travolto il mondo intero, e ora il regno di Atlantide è riemerso, portando alla luce il suo malvagio re. Eureka è l’unica che può fermare i suoi piani di distruzione, ma prima deve imparare a combattere. Viaggia attraverso l’Oceano insieme a Cat, alla sua famiglia e al misterioso Ander, il solo che può condurla al cospetto dell’enigmatico Solon, che sa come sconfiggere il re Atlante per sempre. Raggiunto il luogo in cui si nasconde Solon l’eremita, Eureka deve affrontare innumerevoli prove per vincere la diffidenza della comunità del luogo, stremata dagli stenti provocati dalla devastazione delle acque. Ma la prova più dura non tarda ad arrivare: Atlante è in agguato, annidato nel corpo di Brooks. Eureka potrebbe eliminarlo una volta per tutte ma sa che così perderebbe per sempre anche il suo migliore amico. Smarrita nelle tenebre dell’oscuro mondo che lei stessa ha generato, Eureka cerca le risposte che non ha in uno stagno incantato che le svela un inquietante segreto: se sarà abbastanza forte potrà sconfiggere Atlante, ma il suo cuore spezzato è proprio quello di cui ha bisogno il perfido re per ristabilire il suo regno.DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

NB. ci sono alcuni spoiler per chi non ha letto il 1° libro!

Buongiorno lettori, ecco qui la recensione del secondo libro della duologia dedicata alla città perduta di Atlantide (qui trovate la recensione del primo libro).

Come sapete, il primo libro mi era decisamente piaciuto, anche se ricordava un po’ troppo la trama di Fallen, per i miei gusti.

Questo libro è invece stato completamente diverso: qui si passa all’azione, in quanto Eureka, piangendo, ha dato il via al processo per la rinascita di Atlantide. Vi è quindi un susseguirsi di avvenimenti, piani per combattere il nemico, ricerca di risposte alle mille domande che sorgono durante il cammino. La storia si fa sempre più fitta di avvenimenti, personaggi, piccole gioie e altrettanti dolori.

Si prospettava quindi un libro molto migliore del primo, con tanto di battaglia epocale e finale coi contro-fiocchi. Purtroppo mi sono dovuta ricredere. Dopo metà libro l’autrice NON ha per nulla iniziato a “sbrogliare la matassa” di tutte le informazioni date nella prima metà, per avviarsi così alla conclusione della storia.

No, l’autrice ha invece inserito tutta una serie di descrizioni minuziose, incisi che dovevano sembrare ironici e divertenti ma che in realtà non lo erano per niente, avvenimenti che si capiscono solo in parte e che portano a dire “e questo da dove sbuca?”. La narrazione si è fatta un po’ troppo caotica e ho fatto fatica in alcuni punti a capire il perchè di determinati avvenimenti (e la spiegazione poi non è mai arrivata).

Capisco certamente che la fascia d’età a cui è indirizzata la storia (14 anni circa) faccia la sua buona parte, ma credo anche che da delle basi buone come quelle del primo libro si potesse tirare fuori molto di meglio.

Detto ciò, per non spoilerare, non mi dilungo molto sul finale: me lo sarei aspettato diverso, ma date le premesse e la confusione che è stata fatta nella narrazione, è comprensibile che la storia sia finita come sia finita.

Avete letto questa saga? Vi piacciono i libri di questa autrice?

Recensione: La quinta stagione (La terra spezzata #1) [N.K. Jemisin]

la quinta stagioneTitolo = la quinta stagione (La terra spezzata #1)

Autore = N.K. Jemisin

Genere = distopico

Pagine = 490

Data di pubblicazione = 30 aprile 2019

Link Amazon

DIVISORE ritagliato

VOTO:

5

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori!
Oggi vi porto la recensione di un libro, letto ormai qualche tempo fa, che ho davvero fatto fatica a recensire perchè mi è piaciuto così tanto che non riesco a dire altro se non “dai, è bellissimo e basta. Leggetelo e non ve ne pentirete”.

Il genere distopico è uno dei miei generi preferiti. Non mi stanco proprio mai perchè questi libri mi permettono di immaginare un futuro diverso per il nostro mondo e per gli esseri umani. Ho letto diversi esempi di questo genere letterario, ma questo è diventato quasi da subito uno dei miei preferiti!

Solo un piccolo problema alla partenza: la prima parte del libro è un po’ lenta (circa i primi 5 capitoli) ma questo è comprensibile: bisogna spiegare l’ambientazione e i meccanismi di fondo della struttura sociale e geografica. L’autrice utilizza molte pagine  per descrivere questa terra, composta da un unico continente circondato dai mari, che, nei millenni, viene improvvisamente colpito da cataclismi, eruzioni vulcaniche e  terremoti, i quali generano ampie nubi che coprono il sole. E quindi la vita degli uomini è scandita, sempre in attesa di questa stagione di disastri, che può durare mesi come decenni.

La storia vede come protagoniste 3 donne, legate da un filo invisibile che si spiegherà solo durante la narrazione. La stessa popolazione poi è molto peculiare: accanto agli essere umani, infatti, ci sono gli orogeni: soggetti che hanno una particolare capacità di “sensire” (ossia captare) quello che c’è sotto i loro piedi e controllare la terra e le pietre.

Come dicevo, nonostante l’inizio un po’ macchinoso, la storia si è poi ripresa e ha iniziato a scorrere veloce e fluente. Tutti gli argomenti, seppur complessi, sono stati affrontati in modo molto lineare anche se, ovviamente, la voce narrante non risponde subito a tutte le domande del lettore. E’ quindi un libro che si scopre poco a poco, ma che racchiude una storia entusiasmante e molto più complessa di quel che sembra.

Altro elemento peculiare di questo libro, che non si ritrova in molti altri, è l’utilizzo della seconda persona nella narrazione. La voce narrante si rivolge al lettore dandogli del “tu”, e quindi chi legge si ritrova a essere la donna o la bambina di cui si sta parlando.

Non vedo l’ora di leggere il seguito! Voi avete letto questo libro? Se ancora no, cosa state aspettando??

Recensione: “Persuasione” {Jane Austen}


persuasione

Titolo = Persuasione
Autore = Jane Austen
Pagine = 324
Anno di pubblicazione = 1818
Prezzo = 4,90 €

VOTO:

TRAMA:

Il libro racconta la contrastata storia d’amore tra due giovani, l’aristocratica Anne e il borghese Frederik, il cui sentimento riesce a superare la differenza di classe sociale e un distacco lunngo sette anni. Scritto con un senso di malinconia e tenerezza del tutto insolito per la Austen, Persuasione è profondamente influenzato dalla sensibilità romantica della storia e della natura che si andava affermando in Inghilterra.

RECENSIONE:

Partendo dal presupposto che la Austen è sempre la Austen, e che ogni libro che ha scritto è una perla a sè stante, voglio parlarvi di quello che ho provato leggendo questo particolare romanzo, che è arrivato proprio, come si suol dire, “a fagiolo”.

Stavo attraversando un brutto periodo, dove mi annoiavo persino a pensare di iniziare un libro. Mi serviva qualcosa che mi staccasse totalmente dalla realtà, dall’inizio alla fine.

Sir Walter Elliot, di Kellynch-hall nel Somersetshire, era un uomo che mai, per suo proprio svago, apriva altro libro all’infuori del “Baronetage”.

L’incipit non è stato dei migliori, devo ammetterlo… e la narrazione nelle prime pagine mi è sembrata un po’ lenta, perchè la Austen ha cominciato a descrivere degli avvenimenti che avevano come protagonisti i personaggi meno importanti della famiglia Elliot (alla quale appartiene Anne, la protagonista).

Ma poi il libro si apre sempre di più alla descrizione dei sentimenti e delle afflizioni d’amore di Anne, che ha dovuto abbandonare il ragazzo che amava e che se ne vede imposta la presenza ben 7 anni dopo, e la narrazione in questo modo si risolleva, tornando alle storie tipiche raccontate come solo la nostra cara autrice sa fare.
La storia vede l’autice concentrarsi sui sentimenti di Anne, una ragazza dolce e sempre disponibile ad aiutare gli altri, forse fin troppo, la quale, dopo 7 anni, non solo non ha smesso di amare Frederik, ma anzi ha rafforzato e consolidato nei suo cuore l’amore nei suoi confronti ancora di più.
Devo ammettere che in alcuni punti (e in particolare verso la fine) si notano alcune somiglianze con orgoglio e pregiudizio, anche se questo a mio parere rende la storia ancora più bella.
Il libro mi ha colpito perchè riesce con una delicatezza disarmante a catturarti, aprirti il cuore e buttarci dentro tutta una serie di sentimenti che sono ormai quasi scomparsi al giorno d’oggi.
Io lo dico sempre di essere nata nel secolo sbagliato…. voglio dire… io adoro leggere di tutti questi discorsi e macchinazioni nelle teste delle giovani ragazze, su ciò che è più conveniente, su ciò che potrebbe crare scalpore o disdegno nelle signore della alta borghesia, pensare a ogni parola che si sta per dire,… sono tutti aspetti che mi affascinano molto perchè praticamente contrari al nostro tipico comportamento di oggi, dove si è (sfortunatamente) molto più schietti e diretti…
Adoro la scrittura della Austen, perchè mi fa sempre immergere appieno nel modo di vivere e di pensare dell’Inghilterra di quegli anni….e mi cattura ogni singola volta, facendomi leggere dei “mattoni” in poche giornate.

E voi avete letto questo libro? Che ne pensate dell’autrice?