Recensione: Sono sempre io (Io prima di te #3) [Jojo Moyes]

sono sempre ioTitolo = Sono sempre io (Io prima di te #3)

Autore = Jojo Moyes

Genere = Narrativa, rosa

Pagine = 526

Data di pubblicazione = 2018

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DIVISORE ritagliato

VOTO:

4

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Lou Clark sa tante cose… Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell’Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra.
Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L’ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora.
Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato…
Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.

DIVISORE ritagliatoRECENSIONE:

Salve lettori e bentornati oggi per la recensione del terzo e ultimo libro di una serie che mi sta molto a cuore.

Esiste una gerarchia ben precisa della sofferenza inflitta al nostro cuore. All’apice c’è la morte della persona che ami. […] Dopo, probabilmente, viene l’essere abbandonati per qualcun altro […]. Ma la frase “ci siamo lasciati perchè vivevamo in due continenti diversi”, pur essendo vera, è improbabile che susciti qualcosa in più di una presa d’atto, di un pragmatico stringersi nelle spalle. “Già, sono cose che succedono”.

Con il primo libro “Io prima di te” ho imparato ad apprezzare i modi schietti e diretti della protagonista, Louisa Clarke.
Con il secondo “Dopo di te” l’ho apprezzata ancora di più. Ha cercato di convivere con un dolore inimmaginabile.

Con “Sono sempre io“, terzo e ultimo libro, la nostra stravagante giovane ha avuto a che fare con moltissime esperienze nuove, proprio come le aveva a lungo consigliato Will.
Lei infatti si è trasferita a New York per un anno, per lavorare come assistente personale della moglie di uno degli uomini più facoltosi della città (se non dello Stato).

Lou ha deciso infatti che, dopo tutto quello che era successo e dopo aver ritrovato l’amore all’interno della sua vita, aveva bisogno di tempo per capire come continuare a vivere e come trovare un equilibrio che la facesse stare definitivamente meglio.

Ho molto apprezzato questo libro, anche se all’inizio mi è sembrato un po’ lento e macchinoso.
Vengono infatti introdotti molti personaggi che, con il fare tipico dell’alta borghesia, erano “tanta fumo e poco arrosto”, circondati da grandissimi sfarzi, con balli e eventi un giorno si e l’altro pure.

Si trattava di un ambiente così diverso rispetto a quello dei due libri precedenti che, in un primo momento, ho pensato a una caduta di stile molto grossolana dell’autrice. Secondo me Lou non poteva sopravvivere lì in mezzo.

Invece mi sono ricreduta: è proprio tra tutto questo sfarzo, queste agende fittissime e questi bisogni assurdi e stravaganti dei ricconi, sconosciuti a una ragazza di provincia come la protagonista (es. appuntamento 2 volte a settimana con la psicologa comportamentale per il -povero- cagnolino dei signori Gopnik), che Lou riuscirà a ritrovare sè stessa e a capire cosa davvero conta nella sua vita.

Questo concetto di crescita personale della protagonista è poi ornato da tutta una serie di eventi, in ambito lavorativo e sentimentale, che la metteranno in profonda crisi e difficoltà. Non è facile trasferirsi oltreoceano, da una famiglia di stampo borghese, con il conforto di un solo amico che però non è mai libero, e con un fidanzato a casa che la aspetta e sta costruendo la (forse) loro casa futura.

Un cambiamento simile porta con sè molte problematiche, che sono state a mio avviso ben eviscerate dall’autrice: la lontananza da casa, la voglia iniziale di avventura e spensieratezza che poi però sfocia in una sostanziale difficoltà ad ambientarsi, la gelosia (brutta bestia) che è inevitabile quando si è tanto lontani dalla propria metà (soprattutto se la nuova collega del tuo ragazzo è una barbie che gli sta appiccicata).

Questo libro è secondo me la conclusione perfetta per una trilogia che mi ha appassionata così tanto. Super consigliata!

E voi avete letto questo libro?