Recensione: Il circolo della fortuna e della felicità [Amy Tan]

Titolo = Il circolo della fortuna e della felicità
Autore = Amy Tan
Genere = Narrativa domestica
Pagine = 288
Data di pubblicazione = 1989

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VOTO:

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

San Francisco, 1949. Proseguendo una tradizione cominciata nel loro paese d’origine, quattro donne cinesi appena immigrate si incontrano regolarmente per mangiare dim sum, giocare a mah-jong e condividere storie e ricordi. Unite da un passato doloroso minato da guerre e rovesciamenti di fortuna, invece di lasciarsi trascinare dalla disperazione scelgono di affrontare con coraggio e determinazione ciò che il futuro ha in serbo per loro. E quarant’anni – e quattro figlie – dopo, giunge il momento, davanti a quello stesso tavolo, di tirare le somme. Attraverso il divario tra due generazioni, due continenti e due culture, le loro storie percorrono l’Oceano Pacifico da San Francisco alla Cina dei primi decenni del Novecento, che agli occhi delle figlie è sempre apparsa più mito che realtà. Emerge così un passato inedito, intriso di echi e suggestioni orientali, ma indissolubilmente legato al presente delle figlie e al loro nuovo, diverso modo di sperare. Con fine e squisita sensibilità, Amy Tan analizza in questo romanzo corale il legame a volte doloroso, spesso tenero, sempre profondo tra madri e figlie nate da culture diverse, ma legate da un sentimento universale che valica il tempo e i confini geografici.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori, oggi vi presento la recensione del 3° libro letto per la #rorychallengeita (di cui trovate qui tutte le informazioni). In particolare questo ci ha tenuti impegnati nella seconda metà del mese di agosto.

Si tratta di un libro di narrativa con uno stile molto particolare. Parla di due generazioni di donne cinesi.
Le prime sono le madri, che sono scappate dalla Cina in periodo di guerra per cercare un futuro migliore per sé stesse e per la loro famiglia, mentre le altre sono le loro figlie, nate in America e che quindi hanno una cultura mista in parte cinese e in parte americana.

Il libro è strutturato in diversi capitoli, ciascuno dedicato o a una madre o a una figlia, e in ognuno troviamo scorci di vita della giovinezza o del tempo presente che aiutano a capire la difficoltà che comporta il cercare di mantenere le proprie credenze e la propria cultura in un contesto nuovo e molto diverso.
Le madri, infatti, sono ancora molto legate alla propria cultura e cercano di insegnarla alle figlie, le quali invece si dimostrano molto più amanti della libertà e propense a fare propri i principi americani.

In una serie di racconti dove protagonisti sono la magia e gli spiriti, si inseriscono quindi anche gli scorci di vita molto più “terra-terra” di queste giovani, figlie di emigrati.
La storia ha un inizio un po’ lento, ma poi si è ripresa, grazie anche ai moltissimi spunti culturali diversi dal mio che mi hanno fatto apprezzare ogni pagina.

Nel libro vengono trattati temi molto disparati: dalla paura per la guerra che costringe le madri a scappare, anche lasciando indietro parti molto importanti del loro passato, alla vita nel nuovo mondo molto diversa da quella che ci si aspettava, alla voglia che le nuove generazioni di sentirsi libere e non costrette a tenere determinati comportamenti basati sulla cultura delle madri, a diversi sentimenti come amicizia, amore, tradimenti, fiducia, orgoglio.
Molto importante è soprattutto il problema di come incastrare assieme due culture che sono tra loro piuttosto diverse.

AVETE LETTO IL LIBRO? VI PIACE QUESTO GENERE DI STORIA?

Recensione: La ballerina dello zar [Adrienne Sharp]

Titolo = La ballerina dello Zar
Autore = Adrienne Sharp
Genere = fiction storica, romanzo autobiografico
Pagine = 408
Data di pubblicazione = 2010

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VOTO:

4
DIVISORE ritagliato

TRAMA:

È il 23 marzo 1890 a San Pietroburgo e, nell’ampio corridoio del teatro Mariinskij, è in corso una delle sfilate più emozionanti che sia dato vedere nella splendida città affacciata sul golfo di Finlandia. La famiglia reale è accorsa al gran completo per il saggio finale delle giovani allieve del corpo di ballo. Gli zar Romanov sono i finanziatori di buona parte dei Teatri imperiali e non mancano mai alle occasioni in cui è possibile scorgere le prime esibizioni delle future étoiles. Lungo il corridoio, l’imperatore Alessandro III avanza a grandi passi, seguito dall’imperatrice gracile e minuta. Più indietro ancora lo zarevic Nicola, detto Niki, un fauno, piccolo, esile nella sua uniforme, le guance morbide e graziose, i lineamenti fini. Raggiunta la tavola allestita per la sobria cena della scuola, l’imperatore fa sedere alla sua sinistra Nicola e, accanto a lui, la ragazza che più di tutte promette di essere una stella del Mariinskij: Mathilde Kschessinska, la figlia più giovane del grande Felix Kschessinsky, che ha danzato per i Romanov per quasi quarant’anni. L’intento di Alessandro III è palese: fare in modo che il figlio renda onore a una lunga tradizione che vuole imperatori, granduchi, conti e ufficiali scegliere le loro amanti tra le ballerine di danza classica. Per Mathilde Kschessinska è l’occasione di puntare dritta al cielo, un premio inaspettato al suo talento.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori. Benvenuti o bentornati nel mio angolino libroso.

Oggi vi porto la recensione di un libro ambientato nella Russia degli zar. Sono sempre stata incuriosita dalla storia di questo impero, così esteso da ricoprire un sesto della terra, ma così freddo e lontano da essere rimasto a lungo inespugnato. Ammetto però che la mia passione è nata soprattutto dopo aver visto il cartone animato di Anastasia.

Il libro ci introduce lentamente all’intero della famiglia dei Romanov tramite la figura di una piccola ballerina, figlia d’arte e destinata ad essere prima ballerina dei teatri russi, nonchè amante dell’ultimo zar di Russia, Nicola II.

Questo libro mi ha sorpresa perchè, nonostante la stessa autrice dichiari di aver “ricamato” su alcuni gossip e notizie della vita della protagonista, lei, la sua storia e la storia russa sono invece state abilmente riportate. Dallo splendore dei teatri, all’amore del popolo per il suo zar, alla maestosità dell’impero, alla fame e alla povertà dovute alla guerra, alla disperazione della popolazione.

Un libro che fa riflettere su quanto una “rivoluzione”, seppur partita da dei soggetti che non erano altro che ladri, abbia portato alla dispersione del più grande impero moderno.
Ma permette anche entrare nei particolari di una società tra le più ricche e splendenti del tempo. L’impero russo, infatti, si estendeva per un territorio talmente esteso da racchiudere culture tra loro diversissime: da quelle nordiche, a quelle asiatiche nelle zone più a sud a quelle filo-europee delle zone più a occidente.

Il libro molti riferimenti anche alle varie monarchie presenti nell’Europa di inizio XX secolo. Le famiglie, tra loro imparentate dato che era comune sposarsi tra primi cugini, finivano per essere foriere di gravi problemi di salute per i giovani maschietti. L’emofilia ha infatti causato la morte di moltissimi eredi al trono durante gli scorsi secoli. E proprio questo sarà uno dei punti nevralgici della storia.

Quindi un libro che va bel oltre l’essere un resoconto della vita amorosa dell’ultimo zar. E’ invece un’attenta narrazione della vita e dei problemi di chi è vissuto in Russia in quel tempo, senza limitarsi solo a quanto accaduto ai regnanti e all’alta borghesia.

Ho dato 4 stelline perchè in alcuni punti il libro era un po’ ripetitivo (soprattutto quando si trattava di raccontare della zarina e di Rasputin), ma tutto sommato la lettura è stata scorrevole.
Non ha presentato particolari colpi di scena (tranne quelli ovvi se non si conosce già la storia di Russia) ma la lettura mi ha comunque catturata facendomi conoscere sfaccettature che non avrei mai immaginato.

Avete letto il libro? Vi incuriosisce la storia della Russia?

Recensione: Baci segreti e lettere d’amore [Rowan Coleman]

baci segreti e lettere d'amoreTitolo = Baci segreti e lettere d’amore

Autore = Rowan Coleman

Genere = Narrativa, rosa

Pagine = 313

Data di pubblicazione = 2012

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VOTO:

4

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Ellie Woods trascorre le sue giornate immersa tra le pagine dei romanzi d’amore. Ma la realtà per lei è molto poco rosea: ha avuto la sua occasione per essere felice quando ha sposato l’amato Nick, ma, dopo quindici anni, la tragica e prematura morte del marito l’ha lasciata con un figlio adolescente e una montagna di debiti. Sull’orlo della bancarotta, Ellie rischia di perdere persino la bella casa vittoriana che è diventata il suo rifugio. All’orizzonte si profila una sola, drastica soluzione: cedere alle insistenze della sorella Hannah e affittare alcune camere della dimora. Entrano così nella sua vita l’eccentrica scrittrice Allegra; Sabine, in trasferta da Berlino e fresca di separazione dal marito infedele; e Matt, giornalista emergente, appassionato di riviste per soli uomini. Tutti hanno problemi e questioni irrisolte, ma grazie a loro Ellie scoprirà che fuori dalle rassicuranti mura domestiche c’è un mondo di opportunità. Ora che ha aperto la porta, troverà il coraggio di uscire per imparare di nuovo a vivere e ad amare?

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Ellen si fece forza sotto l’implacabile cielo blu e si chiese se una giornata così tersa fosse appropriata a un’occasione come quella. Neppure un alito di vento muoveva le foglie delle querce, il calore del sole la pizzicava attraverso la camicetta di cotone e la giacca, facendolo scendere un rivolo di sudore tra le scapole

Salve lettori e benvenuti con una nuova recensione. Oggi vi parlo di un libro che mi ha veramente molto colpita. L’ho iniziato in un momento in cui non volevo buttarmi su dei mattoni: avevo solo bisogno di rilassarmi un po’ con una lettura leggera.
Questa non è stata una lettura leggera come mi aspettavo, ma mi va benissimo così perchè ho scoperto una piccola perla.

Questo libro è molto più profondo di quello che si può immaginare leggendo solo la trama. Parla di amore, di perdita, di dolore e soprattutto descrive appieno la sensazione, che prima o poi assilla ognuno di noi, di sentire la propria vita andare sempre più fuori controllo.

Questo libro parla di dolore ma anche di rinascita. Ci insegna che l’amore è importante ed è un sentimento inevitabile, ma che esso, e il dolore che ne può derivare, non può e non deve annullarci. Noi siamo persone integre e possiamo essere autosufficienti, nonostante i sentimenti negativi per la perdita di qualcuno che amiamo ci facciano soffrire.

Alcuni concetti fondamentali del libro sono:
– non è mai troppo tardi per ricominciare a vivere e a goderci quello che la vita può offrire;
– sopravvivere, lasciando passare sulle proprie spalle i giorni, non è vivere. E’ solo attendere di morire: e noi non possiamo permetterci di trascorrere così il nostro tempo. E’ uno spreco inutile perchè, nello stesso tempo che noi lasciamo inutilmente passare, noi potremmo tornare a essere felici.

“Diventare sé stessi, trovare la strada che ci offrirà più soddisfazione gioia nella vita, è una lotta. Molte persone non ci provo nemmeno, lasciano semplicemente che la loro vita segua il percorso che incontrano all’inizio e si accontentano. Ma per me non era abbastanza e non lo dovrebbe essere per te.”

In questo libro la speranza e l’amore sono delle forze che riescono a compiere miracoli, cambiano le persone e le fanno tornare a sprizzare felicità.

Per concludere confermo quindi che questo libro è stato una bella scoperta. In alcuni punti era un po’ troppo cupo e i problemi psichici della protagonista dovuti alla relazione malsana col marito sono stati trattati in alcuni tratti alla leggera, ma oltre a questo ritengo sia un libro che merita davvero di essere letto. Mentre leggevo ho proprio sentito la voglia di mettermi a fare cose, di non sprecare tempo. E secondo me è questo l’importante dei libri: quando ti lasciano qualcosa anche quando è stata conclusa l’ultima pagina.

E voi avete letto questo libro?

Recensione: Sono sempre io (Io prima di te #3) [Jojo Moyes]

sono sempre ioTitolo = Sono sempre io (Io prima di te #3)

Autore = Jojo Moyes

Genere = Narrativa, rosa

Pagine = 526

Data di pubblicazione = 2018

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VOTO:

4

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Lou Clark sa tante cose… Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell’Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra.
Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L’ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora.
Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato…
Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.

DIVISORE ritagliatoRECENSIONE:

Salve lettori e bentornati oggi per la recensione del terzo e ultimo libro di una serie che mi sta molto a cuore.

Esiste una gerarchia ben precisa della sofferenza inflitta al nostro cuore. All’apice c’è la morte della persona che ami. […] Dopo, probabilmente, viene l’essere abbandonati per qualcun altro […]. Ma la frase “ci siamo lasciati perchè vivevamo in due continenti diversi”, pur essendo vera, è improbabile che susciti qualcosa in più di una presa d’atto, di un pragmatico stringersi nelle spalle. “Già, sono cose che succedono”.

Con il primo libro “Io prima di te” ho imparato ad apprezzare i modi schietti e diretti della protagonista, Louisa Clarke.
Con il secondo “Dopo di te” l’ho apprezzata ancora di più. Ha cercato di convivere con un dolore inimmaginabile.

Con “Sono sempre io“, terzo e ultimo libro, la nostra stravagante giovane ha avuto a che fare con moltissime esperienze nuove, proprio come le aveva a lungo consigliato Will.
Lei infatti si è trasferita a New York per un anno, per lavorare come assistente personale della moglie di uno degli uomini più facoltosi della città (se non dello Stato).

Lou ha deciso infatti che, dopo tutto quello che era successo e dopo aver ritrovato l’amore all’interno della sua vita, aveva bisogno di tempo per capire come continuare a vivere e come trovare un equilibrio che la facesse stare definitivamente meglio.

Ho molto apprezzato questo libro, anche se all’inizio mi è sembrato un po’ lento e macchinoso.
Vengono infatti introdotti molti personaggi che, con il fare tipico dell’alta borghesia, erano “tanta fumo e poco arrosto”, circondati da grandissimi sfarzi, con balli e eventi un giorno si e l’altro pure.

Si trattava di un ambiente così diverso rispetto a quello dei due libri precedenti che, in un primo momento, ho pensato a una caduta di stile molto grossolana dell’autrice. Secondo me Lou non poteva sopravvivere lì in mezzo.

Invece mi sono ricreduta: è proprio tra tutto questo sfarzo, queste agende fittissime e questi bisogni assurdi e stravaganti dei ricconi, sconosciuti a una ragazza di provincia come la protagonista (es. appuntamento 2 volte a settimana con la psicologa comportamentale per il -povero- cagnolino dei signori Gopnik), che Lou riuscirà a ritrovare sè stessa e a capire cosa davvero conta nella sua vita.

Questo concetto di crescita personale della protagonista è poi ornato da tutta una serie di eventi, in ambito lavorativo e sentimentale, che la metteranno in profonda crisi e difficoltà. Non è facile trasferirsi oltreoceano, da una famiglia di stampo borghese, con il conforto di un solo amico che però non è mai libero, e con un fidanzato a casa che la aspetta e sta costruendo la (forse) loro casa futura.

Un cambiamento simile porta con sè molte problematiche, che sono state a mio avviso ben eviscerate dall’autrice: la lontananza da casa, la voglia iniziale di avventura e spensieratezza che poi però sfocia in una sostanziale difficoltà ad ambientarsi, la gelosia (brutta bestia) che è inevitabile quando si è tanto lontani dalla propria metà (soprattutto se la nuova collega del tuo ragazzo è una barbie che gli sta appiccicata).

Questo libro è secondo me la conclusione perfetta per una trilogia che mi ha appassionata così tanto. Super consigliata!

E voi avete letto questo libro?

Recensione: Echi lontani [Francesca Banchini e Silvia Mannelli]

echi lontaniTitolo = Echi lontani

Autore = Francesca Banchini e Silvia Mannelli

Genere = Narrativa

Pagine = 172

Data di pubblicazione = 2019

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DIVISORE ritagliatoVOTO:

4

DIVISORE ritagliatoTRAMA:

Giovanni Bottai, un anziano maresciallo dei Carabinieri che durante la guerra ha prestato servizio nella stazione di San Marcello Pistoiese, muore in una notte d’inverno in seguito a una breve malattia. Quando la nipote Sara comincia a mettere ordine fra le sue carte, si imbatte in qualcosa che non avrebbe mai creduto di trovare e che mina la fiducia e l’affetto che ha sempre provato per il nonno. La ragazza ha bisogno di saperne di più e, attraverso i suoi occhi e le sue azioni, anche il lettore si trova immerso in un’avvincente ricerca nel passato. Cosa ha fatto di tanto terribile il maresciallo? Che significato hanno le ultime parole pronunciate prima di morire? Chi è il misterioso vecchio che fra un capitolo e l’altro fa la sua comparsa nella storia? La narrazione scorre rapida, i piani temporali si intrecciano, i punti di vista si alternano lungo il corso di tutta la storia. Ma solamente alla fine si capirà quanto è terribile, a volte, la verità.

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori! Eccoci qui con una nuova recensione di un libro il cui genere non leggo spesso. Echi lontani è infatti una storia “dei giorni nostri”, molto moderna per certi versi, ma che rivanga il passato oscuro e doloroso della guerra e del fascismo.

Questi temi mi hanno sempre incuriosita, anche se non mi sono informata molto oltre a quanto si apprende a scuola. Avere quindi uno sguardo moderno, anche se sotto forma di romanzo, è quindi veramente un buon modo per partire e sviluppare conoscenze sul tema.

Protagonista fisica del libro è una ragazza di nome Sara, una giovane studentessa universitaria in procinto di scrivere la tesi. Ma qui potremmo dire che il vero protagonista è in realtà il ricordo del passato. Un passato che molti hanno cercato di dimenticare, e che noi stessi tendiamo, anche senza volere, a lasciare ai margini del nostro pensiero. Qui si parla infatti di ricostruire la vita del nonno di Sara, un nonno dolce e gentile, adorato dalla nipote, ma che ha nascosto un segreto per tutta la vita. E’ successo qualcosa, durante il periodo della guerra, che lui non ha mai raccontato a nessuno, nemmeno ai suoi familiari.

Devo dire che, una volta letta la lettera che Sara ha ritrovato nelle carte del nonno dopo la sua morte, è molto facile pensare al peggio. Lo dicono tutti che “quelli erano anni difficili“, e che il regime era così forte e permeava tutto in modo così assoluto che era davvero difficile contrastarlo.

Per tutto il libro ci si chiede se il caro nonnino fosse davvero colpevole come sembra. La storia di Sara è un susseguirsi di dubbi molto forti. Da un lato il ricordo del suo adorato nonno che le fa ritenere impossibile che egli si sia macchiato di un tale crimine in gioventù; dall’altra, le sue ricerche la portano ai documenti di un processo che sembra invece dire esattamente il contrario sulla vita del nonno.

Un passaggio che mi ha molto colpita è stato quando il padre di Sara le chiede se lei sia davvero disposta a scoprire tutto. Perchè una volta che si scopre la verità sul passato di una persona, bella o brutta che sia, non si può più tornare indietro e si dovrà sempre portare il peso delle informazioni che si sono trovate.

Ma Sara è troppo convinta dell’innocenza del nonno, e la sua tenacia è veramente commovente. Una nipote che ama così tanto il nonno da essere disposta a tutto per riscattare la sua memoria così minacciata è un esempio di amore candido e tenero e permea tutto il libro, nonostante gli argomenti spinosi.

Ho molto apprezzato questo libro che parla di un passato doloroso, ma anche di amore, di affetto, di intraprendenza e impegno per scoprire la verità. E, soprattutto, di occhi aperti per non farsi ingannare da chi crede che il passato, proprio perchè passato, dovrebbe rimanere dov’è e non fungere da maestro per migliorare il nostro presente.