Recensione: Queste oscure materie Saga [Phillip Pullman]

la bussola d'oro

Buongiorno lettori, oggi sono qui con la recensione di un must della letteratura fantasy, una saga che tutti, a mio parare, dovrebbero leggere almeno una volta.

Queste oscure materie è una trilogia (link Amazon) composta da:

  • La bussola d’oro: 354 pagine (voto: 5 stelline)
  • La lama sottile: 300 pagine (voto: 5 stelline)
  • Il cannocchiale d’ambra: 451 pagine (voto: 4 stelline)

DIVISORE ritagliato

VOTO:

5

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Lyra vive in Inghilterra in un mondo alternativo in cui ogni persona è affiancata da un proprio Daimon, un alter ego animale che permette la connessione alla Polvere, un elemento che permette di rendere reali i propri pensieri. Il Magisterium, al fine di dominare il mondo, vuole eliminare questa possibilità. A seguito della scomparsa di alcuni bambini, Lyra, per svelarne il mistero, viaggia attraverso mondi paralleli.

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

No, non è un’aberrazione. Il comportamento di queste particelle è alquanto incontrovertibile. La Polvere fluisce dentro uomo tramite il suo Daimon, da una città di un altro mondo. Un mondo simile al nostro, in un universo parallelo che coesiste con il nostro. Invisibile, intangibile, inaccessibile… fino ad ora. Da lì e da un miliardo di altri mondi, la Polvere fluisce. Mondi di infinite possibilità: alcuni in cui gli uomini non hanno Daimon, alcuni in cui i Daimon non hanno uomini.

Buongiorno lettori! In occasione dell’inizio della seconda stagione di His dark materials, vi porto la recensione della saga da cui la serie tv è tratta.

Ho impiegato molto tempo per leggere questa saga, e probabilmente se il mio ragazzo non avesse insistito così tanto non lo avrei nemmeno fatto (mi ci sarei dedicata prima o poi, ma al massimo per poter dire che anche io sapevo di cosa si trattasse).

E’ una delle storie più belle che io abbia mai letto, piena di colpi di scena, cose da scoprire, viaggi e avventure da intraprendere, amici da salvare.

Questa storia ha tutto: l’avventura, il mistero, la magia, i combattimenti, gli intrighi politici e l’amore. Mi ha coinvolta dalla prima all’ultima riga e mi ha fatto scoprire mondi per i quali, se potessi viverci, mollerei tutto quello che ho qui e partirei immediatamente.

Lyra, la protagonista, mi ha dato subito l’impressione di essere una birbante, quasi in senso negativo. L’inizio de “La bussola d’oro” è un via vai continuo di lei e i suoi amichetti e delle loro scorribande in giro per Oxford. Sembrava quasi una bambina viziata, alla quale nessuno aveva insegnato la buona educazione, solo perchè era nipote di un “pezzo grosso”.
Ma mi sono ricreduta praticamente subito: è una ragazzina furba e in gamba, intelligente e scaltra quel che serve per sopravvivere nel “mondo degli adulti” senza farsi mettere i piedi in testa, e soprattutto fedele agli amici.
Il viaggio che intraprende nel primo libro introduce tantissimi personaggi, tutti con proprie caratteristiche peculiari, mai lasciate al caso.

Il secondo libro è stato un po’ più particolare: coinvolgente come il primo (anche se tra i 2 preferisco di gran lunga La bussola d’oro) ma con qualcosa in più perchè viene inserito il punto di vista di un altro personaggio, che poi diventerà il protagonista della storia al fianco di Lyra.

L’unica “nota dolente” della saga, se così la vogliamo chiamare, è il terzo libro.

La prima parte è quasi la migliore di tutta la narrazione: tra colpi di scena uno dietro l’altro si percepisce che si sta per arrivare al fulcro della storia, quando ci sarà la grande battaglia finale e si avranno le risposte a molte domande. C’erano davvero i presupposti per un finale stratosferico. Ma non è stato così: a mio parere, quella che doveva essere la “bomba” (da cui dipende tutto ciò che i personaggi hanno fatto fino a quel punto) viene spiegata in qualcosa come 2 righe e liquidata lì, come se fosse una cosa di poco conto, mentre in realtà è l’evento che segna poi il destino di tutti.

Non so, questa parte non mi ha proprio convinta. Sul finale vero e proprio, poi, nulla da dire. Non è il finale che volevo e che immaginavo, ma era abbastanza ovvia che quella sarebbe stata la soluzione più confacente.

Ecco qui la mia recensione, spero la troviate interessante. Avete letto questa saga?

Recensione: La saga del Dominio [Licia Troisi]

Titolo = La saga del Dominio: Le lame di Myra + Il fuoco di Acrab + L’isola del santuario
Autore = Licia Troisi
Genere = Fantasy, Young Adult
Pagine = 384 + 330 + 290
Pubblicazione = 2016 – 2018

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VOTO:

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Dopo l’apocalisse dei Cento Giorni d’Ombra, il Dominio è stato quasi interamente ricoperto di ghiacci e nevi. Solo le terre più a Sud rimangono temperate e rigogliose, mentre a Nord si muovono popoli in costante lotta per la sopravvivenza, spesso in guerra tra loro. La grande federazione di clan agli ordini di Acrab ha però un sogno molto più grande che la conquista di un pezzo di terra. Lui non vuole solo trovarsi uno spazio all’interno del Dominio, ma vuole rovesciarlo, distruggendo il potere dei maghi detti Camminanti. La loro magia, infatti, sfrutta la sofferenza degli Elementali, che i Camminanti hanno ridotto in schiavitù, mentre Acrab immagina un regno dove umani ed Elementali convivano. La strada per arrivarvi, però, passa attraverso la conquista dei numerosi regni che compongono il Dominio, una cruenta battaglia dopo l’altra. In prima fila nell’esercito di Acrab vi è Myra, che il comandante ha salvato dall’arena degli schiavi e cresciuto come una figlia. La sua abilità con i walud, le spade a forma di mezzaluna, ha assicurato all’esercito di Acrab la vittoria in più di un’occasione. Ora, però, Myra ha un’altra e più personale battaglia da combattere. A differenza di quanto ha sempre creduto, ha scoperto infatti che la sua famiglia non è stata uccisa per una disputa sulla terra, ma per un segreto che porta alla morte chiunque ne venga a conoscenza. Myra parte così alla ricerca della verità…

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori e benvenuti o ben tornati in questo angolino libroso!

Oggi vi parlo di una saga che ho molto apprezzato, della mia adorata Licia Troisi. Come probabilmente sapete già se mi seguite da un po’, io apprezzo veramente molto lo stile di quest’autrice. Amo soprattutto l’ambientazione che lei riesce sempre a creare (io non sono una che adora leggere pagine e pagine di descrizioni e paesaggi, ma i suoi li leggerei all’infinito).
Ma bando alle ciance, iniziamo con la recensione!

L’anno scorso ho attraversato un blocco del lettore molto persistente, che mi ha tenuta lontana dai libri dall’estate all’inverno. Non sapevo più che fare e quindi ho adottato lo stratagemma che già una volta mi aveva aiutata: leggere libri di un autore che so già che non mi deluderà. Anni fa avevo infatti sconfitto il blocco iniziando e finendo, nell’arco di una settimana, la saga di Nashira della stessa Troisi (trovate qui la recensione).
Ho quindi iniziato questa saga quasi per scherzo e con poca voglia.
Ma, proprio come mi aspettavo, è “successa la magia”. Sono stata travolta dalla narrazione, e dalla storia di questa ragazzina che fin da piccola è costretta a subire delle sofferenze inimmaginabili ma che, come tutte le protagoniste di Licia Troisi, si rialza e combatte per la propria vita, diventando più forte e sicura di sè.

Le avventure di questa giovane la porteranno in giro per tutto il Dominio, e il suo viaggio si può seguire in modo molto piacevole tramite la bellissima mappa all’inizio del libro.
Incontrerà molte persone che diventeranno importanti per lei, e scoprirà anche il dolore e l’amarezza del tradimento di persone di cui si fidava.

Questo libro non mi è piaciuto tanto quanto la saga del Mondo Emerso, ma, come dicevo prima, lo stile di narrazione di questa autrice riesce sempre a fare breccia nel mio cuore, senza mai annoiare o cadere in ripetizioni.
Le sue ambientazioni sono sempre così ottime che, immergendomi nella storia, mi sembra di sentire il calore del sole sulla pelle, il freddo dei ghiacci in cui la protagonista si troverà a sostare, l’odore della sabbia arida quando lei si troverà nel deserto.
Ma le descrizioni non riguardano solo l’ambiente, ma gli stessi personaggi.
Di loro conosciamo anche i pensieri più profondi e, cosa che più mi colpisce, NON solo dei buoni. La Troisi infatti dedica (qui e in tutte le saghe) diversi capitoli al punto di vista del “cattivo di turno”; ci spiega la loro infanzia, le lo aspirazioni e cosa li ha portati a prendere determinate (cattive?) decisioni. Un’umanizzazione che a volte fa anche entrare in empatia con loro e li fa odiare un po’ di meno. Perchè spesso anche questi cattivi sono mossi da sentimenti come l’amore e la passione, anche se distorti.

Unica pecca: il finale (o più in generale l’ultimo libro). I finali della Troisi non mi piacciono proprio mai. Io capisco il finale d’effetto e tutto, ma non riesco mai ad apprezzarli appieno.
L’ultimo libro, però, oltre per il finale (che tutto sommato era meglio di altri suoi precedentemente letti), mi ha un po’ delusa perchè la narrazione, il più del tempo, mi è sembrata un po’ frettolosa e caotica. C’è tutto un susseguirsi di avvenimenti poco chiari e spiegati a volte in modo superficiale.
In ogni caso anche questo libro si legge volentieri e mi è piaciuto. E l’intera saga si è conquistata un posticino nel mio cuore, come sempre.

Avete letto questa saga o altri libri dell’autrice?

Recensione: Mai solo per finta [Meagan Brandy]

Titolo = Mai solo per finta
Autore = Meagan Brandy
Genere = new adult, fake boyfriend, sport romance
Pagine = 379
Pubblicazione = 5 giugno 2020

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VOTO:

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TRAMA:

Finti.  
Ecco cosa siamo. 
Pensavo che sarebbe stato più difficile far credere che il miglior ricevitore della squadra di football della nostra scuola fosse mio e soltanto mio, ma abbiamo recitato bene la nostra parte.  
Così bene che i confini tra noi hanno cominciato a sfumare fino a sparire del tutto.  
Quando menti, però, c’è sempre qualcuno più bravo di te. E nel tempo che mi ci è voluto a realizzare l’errore che stavo commettendo, ero già arrivata al punto di non ritorno.  
Mi sono innamorata della nostra bugia.  
E poi tutto è finito in pezzi. Perché lui è stato più abile di me a giocare la sua partita, anche se non aveva bisogno di spezzarmi il cuore per vincerla.  Ma lo ho fatto lo stesso. 

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori, sono Alessandra e oggi vi porto una nuova recensione. Il libro è un new adult uscito da poco che mi è piaciuto veramente molto.
Ho adorato questo libro e i suoi personaggi, che mi ha tenuta incollata al kindle dall’inizio alla fine.

Nico è un sexy giocatore della squadra di football, un ragazzo misterioso che ti lascia con il fiato sospeso, sia nei suoi momenti dolci che in quelli più sfrontati.
Demi, invece, è una studentessa modello, una ragazza che non si arrende mai. E’ proprio la sua grinta a renderla perfetta nonostante anche lei abbia i suoi problemi.

I protagonisti sono liceali quindi troviamo la narrazione di avvenimenti un po’ più “infantili”, come è giusto che sia. Ma l’autrice è stata brava a non sforzare mai la narrazione in tal senso. Non ci sono scene irreali, ridicolizzate o situazioni troppo allungate.

In questo libro, poi, è presente un pov alternato che personalmente mi piace molto. Permette infatti di entrare più in sintonia con i giovani protagonisti che, nonostante le apparenze, sono molto più simili di quello che si può essere indotti a credere.

E’ il primo libro che leggo di questa autrice ed ho apprezzato il suo stile diretto. Ha saputo dosare bene gli ingredienti per rendere questo libro davvero da 5 stelle.
Quindi se amate anche voi le storie fake boyfriend ambientate al liceo, questo libro fa proprio per voi!

Vi piace questo genere di storie? Avete letto il libro?

//Alessandra

Recensione: Impero, viaggio nell’Impero di Roma seguendo una moneta (Alberto Angela)

Titolo = Impero, viaggio nell’impero di Roma attraverso una moneta
Autore = Alberto Angela
Genere = storico
Pagine = 512
Data di pubblicazione = 2016

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VOTO:

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

Immaginate di partire per un viaggio attraverso l’Impero romano. Per compierlo basterà seguire un sesterzio. Soffermandoci sulle persone che via via entrano in possesso della moneta, scopriremo i loro volti, le loro sensazioni, il loro modo di vivere, le loro abitudini, le loro case. Passeremo così dalle mani di un mercante a quelle di uno schiavo, da una prostituta fino all’Imperatore. Il viaggio è ipotetico, ma del tutto verosimile. I personaggi sono realmente vissuti in quel periodo, in quei luoghi, portavano quei nomi e svolgevano quel mestiere. Tutto è il frutto di un lungo lavoro di ricerca. Anche le battute pronunciate sono “originali”: provengono dalle opere di autori come Marziale, Ovidio o Giovenale. E tappa dopo tappa, scoprendo il “dietro le quinte” dell’Impero, ci accorgeremo di quanto il mondo dei Romani, la prima grande globalizzazione della storia, fosse in fondo molto simile al nostro.

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RECENSIONE:

Buongiorno lettori, oggi sono qui per parlarvi di un libro scritto da Alberto Angela che si attesta tranquillamente tra i migliori libri che io abbia mai letto in tutta la mia vita.
Devo ammetterlo, non sono una persona che ha amato studiare storia a scuola, ma i documentari di Alberto Angela mi hanno sempre affascinata e invogliata a appassionarmi a questi argomenti. Il suo modo di parlare dei popoli antichi e di coinvolgere nella narrazione è qualcosa di eccezionale.

Con questo libro non si è per niente smentito. E’ il secondo che leggo dei suoi (qualche mese fa mi ero dedicata a un libro sulla Gioconda, anche questo veramente molto interessante).

Veniamo al punto focale di questo libro: la narrazione è molto peculiare perché elemento base della storia è una moneta, e in particolare un sesterzio romano. Si tratta di una moneta di medio valore che, per molti secoli dell’Impero Romano, ha circolato tra i più ricchi e anche tra i più poveri.
Alberto Angela utilizza proprio questa moneta per farci fare un viaggio attraverso tutto l’impero romano, dal suo centro ai confini più lontani e sperduti, che vanno dal profondo nord con il clima freddo al sud e al Medio Oriente con il clima molto più caldo e torrido.

Attraverso il passamano di questa moneta ci verranno presentati scorci di vita romana di qualsiasi ceto sociale, come presumibilmente esso si presentava a cavallo tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo. Alberto Angela infatti si prepone di riportare in auge un Imperatore che oggi è poco conosciuto ma che è stato l’unico in grado di portare Roma alla sua massima espansione.

Questo libro presenta tutta una serie di elementi che mettono in luce che la nostra società odierna, globalizzata e iperconnessa non è affatto frutto degli ultimi decenni o secoli. Anzi! Infatti moltissime cose che noi oggi riteniamo moderne, invece esistevano e sono state utilizzate a lungo dagli stessi Romani migliaia di anni fa.
In questo libro potrete infatti scoprire perché oggi i tedeschi alzano un calice e dicono “prost” oppure perché il grande fascio di luce nei porti viene chiamato “faro”.

È un libro che parla di guerre, di amori, di scoperte, di viaggi lunghi e pericolosi ma anche di terme e corse al Circo Massimo. Un libro che vi farà scoprire che la vita, millenni fa, non era molto diversa dalla nostra, e che i romani si poneva i nostri stessi problemi e obiettivi.

Piccola postilla: questo libro si pone come ideale continuazione di un altro libro di Alberto Angela intitolato “Una giornata nell’antica Roma”, con il quale esplora invece la vita quotidiana nella capitale. Questo libro però può essere tranquillamente letto anche come stand alone.

Avete letto questo libro o uno di quelli di Alberto Angela?

Recensione: Il circolo della fortuna e della felicità [Amy Tan]

Titolo = Il circolo della fortuna e della felicità
Autore = Amy Tan
Genere = Narrativa domestica
Pagine = 288
Data di pubblicazione = 1989

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VOTO:

DIVISORE ritagliato

TRAMA:

San Francisco, 1949. Proseguendo una tradizione cominciata nel loro paese d’origine, quattro donne cinesi appena immigrate si incontrano regolarmente per mangiare dim sum, giocare a mah-jong e condividere storie e ricordi. Unite da un passato doloroso minato da guerre e rovesciamenti di fortuna, invece di lasciarsi trascinare dalla disperazione scelgono di affrontare con coraggio e determinazione ciò che il futuro ha in serbo per loro. E quarant’anni – e quattro figlie – dopo, giunge il momento, davanti a quello stesso tavolo, di tirare le somme. Attraverso il divario tra due generazioni, due continenti e due culture, le loro storie percorrono l’Oceano Pacifico da San Francisco alla Cina dei primi decenni del Novecento, che agli occhi delle figlie è sempre apparsa più mito che realtà. Emerge così un passato inedito, intriso di echi e suggestioni orientali, ma indissolubilmente legato al presente delle figlie e al loro nuovo, diverso modo di sperare. Con fine e squisita sensibilità, Amy Tan analizza in questo romanzo corale il legame a volte doloroso, spesso tenero, sempre profondo tra madri e figlie nate da culture diverse, ma legate da un sentimento universale che valica il tempo e i confini geografici.

DIVISORE ritagliato

RECENSIONE:

Buongiorno lettori, oggi vi presento la recensione del 3° libro letto per la #rorychallengeita (di cui trovate qui tutte le informazioni). In particolare questo ci ha tenuti impegnati nella seconda metà del mese di agosto.

Si tratta di un libro di narrativa con uno stile molto particolare. Parla di due generazioni di donne cinesi.
Le prime sono le madri, che sono scappate dalla Cina in periodo di guerra per cercare un futuro migliore per sé stesse e per la loro famiglia, mentre le altre sono le loro figlie, nate in America e che quindi hanno una cultura mista in parte cinese e in parte americana.

Il libro è strutturato in diversi capitoli, ciascuno dedicato o a una madre o a una figlia, e in ognuno troviamo scorci di vita della giovinezza o del tempo presente che aiutano a capire la difficoltà che comporta il cercare di mantenere le proprie credenze e la propria cultura in un contesto nuovo e molto diverso.
Le madri, infatti, sono ancora molto legate alla propria cultura e cercano di insegnarla alle figlie, le quali invece si dimostrano molto più amanti della libertà e propense a fare propri i principi americani.

In una serie di racconti dove protagonisti sono la magia e gli spiriti, si inseriscono quindi anche gli scorci di vita molto più “terra-terra” di queste giovani, figlie di emigrati.
La storia ha un inizio un po’ lento, ma poi si è ripresa, grazie anche ai moltissimi spunti culturali diversi dal mio che mi hanno fatto apprezzare ogni pagina.

Nel libro vengono trattati temi molto disparati: dalla paura per la guerra che costringe le madri a scappare, anche lasciando indietro parti molto importanti del loro passato, alla vita nel nuovo mondo molto diversa da quella che ci si aspettava, alla voglia che le nuove generazioni di sentirsi libere e non costrette a tenere determinati comportamenti basati sulla cultura delle madri, a diversi sentimenti come amicizia, amore, tradimenti, fiducia, orgoglio.
Molto importante è soprattutto il problema di come incastrare assieme due culture che sono tra loro piuttosto diverse.

AVETE LETTO IL LIBRO? VI PIACE QUESTO GENERE DI STORIA?